Calangianus, White Art, 7 mesi appena di vita ma tante iniziative svolte e tantissime in cantiere. Intervista ad Emanuele Biancu, 22 anni, presidente dell’associazione culturale.

Un gruppo della White Art durante una serata

Calangianus, 22 giu. 2018-

Emanuele Biancu in scena

Da qualche tempo ne segnalo gli eventi, tutti di estremo valore culturale, di ampio spettro, senza alcun paletto che ne delimiti i confini. Non è poco direi, specialmente se ci si sofferma su quali siano stati fino ad oggi le manifestazioni portate a termine. Un fiore all’occhiello il recital dello stesso presidente Emanuele Biancu al teatro del Carmine nel dicembre scorso, quando in scena fu portato addirittura Giorgio Gaber, rivisitato da un 21enne nato a Tempio, residente da sempre a Calangianus, figlio di un padre di Pattada e di una madre nata a Torralba ma vissuta a Sassari. Un bel mix davvero, nel segno delle felici contaminazioni che in questo ragazzo e nei suoi colleghi dell’associazione White Art, sembrano essenziali dati nel bagaglio culturale di ciascuno di loro.

Sara Palitta e Virginia Caputo della White Art

White Art nasce a Calangianus nel novembre del 2017, da tre ragazzi amici, di età diversa, Emanuele, Fabrizio Manca e Claudio Canu. Lo scopo è non avere come detto limiti ad un’attività che deve comprendere ogni sussulto di arte, cultura, teatro, presentazione di libri, musica, concerti, attività ricreative, sociali, senza un palinsesto unico ma con variabili quante ve ne sono o potranno essere. Conoscere Emanuele era doveroso anche per sottolineare, attraverso di lui, la fertilità culturale di questo momento, per certi versi paradossale. Meno attenzioni,infatti, da parte del governo, meno soldi per la cultura a qualsiasi livello istituzionale, incombe il sociale in tutta la sua drammaticità attuale, e si assiste ad un nuovo fermento che nasce proprio dai giovani che spazia in campi diversi per interagire con una cultura che, a torto, qualcuno definisce ad appannaggio di pochi eletti. Emanuele racconta dell’associazione e si racconta, con una pacatezza e una proprietà di linguaggio che stupisce. Così giovane e già così certo dei propri mezzi e di quelli di questa fucina culturale a 360° che conta ben 86 iscritti tra soci ordinari e sostenitori.

” Mi innamorai di Gaber, a soli 14 anni, avevo finito da poco la terza media – ci dice con naturalezza come se parlasse di un suo amico intimo – ero preso dai suoi temi sociali, dalla sua capacità di prendere la vita con leggerezza anche se non era leggero, di ridere e far ridere con intelligenza e non con l’esaltazione della banalità che oggi rappresenta la società nella comicità attuale”.

Sorprende, e penso siate d’accordo, che un 14 enne sia interessato a tematiche così difficili e delicate, eppure conoscendo Emanuele capisci che è pur sempre un ragazzo normale, con la vita dei giovani di oggi, che guarda il mondo però da altra prospettiva, non migliore ma sicuramente diversa.

L’intervista con Emanuele annuncia anche un prossimo grande evento che sarà a Luglio, il 20 all’Auditorium all’aperto del centro culturale accanto all’ex convento degli Scolopi, ossia una serata con Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più grande autore italiano di canzoni celebri, per Mina, Battisti, Celentano ecc. Una serata con un gruppo musicale autorizzato a cantare le canzoni di Battisti e lo stesso Mogol che terrà una conferenza che ripercorre la storia della canzone italiana e quella di Battisti in particolare. Una serata interessante, una delle 4 date che vedranno Mogol in Sardegna nel prossimo mese di Luglio (Cagliari, Sassari e Nuoro, oltre Calangianus).

Ritornando a Emauele e alla White Art, vi raccomandando attenzione per i giovani che vogliono esprimersi, a qualsiasi livello, non costringiamoli sempre ad andare altrove, diamo loro le possibilità di cogliere i frutti del loro lavoro, dei loro interessi culturali, teatrali, artistici, di scrittura, musicali. Ogni centesimo di interesse che riescono a catturare sarà per questi ragazzi il motivo principe che ne accrescerà il seme culturale che posseggono. White Art ci sta provando, sta riuscendo a catalizzare l’attenzione, con intelligenza e maturità, sorprendente quando si ha l’età come  di Emanuele, ma pur sempre meritoria e degna di essere sempre supportata da tutti noi.

Antonio Masoni

La video intervista ad Emanuele Biancu della White Art:

 

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