Danilo Atzori, artigiano da 25 anni. Il racconto.

Danilo Atzori , il prossimo 11 novembre compirà 44 anni e festeggia i suoi, pensate un po’, primi 25 anni di attività. Quando inizia ha 18 anni e mezzo. Un ragazzo, ma con le idee chiare su quale sia il suo futuro. E’ il mondo del lavoro che ama e vuole farne parte, anche col rischio di pagare l’inesperienza e l’autonomia di una impresa edile a suo nome.

Abile e intraprendente con la passione per un mestiere che inizia da bambino “da quando misi le zampe per terra”. 

” Non penso di essere artista come tanti, auto celebrandosi, si definiscono. So fare il mio lavoro e anche alcune mie opere che altri hanno chiamato arte, sono prodotti solo con gli attrezzi del mio lavoro e un tanto di creatività che questo mestiere deve avere”.

Venticinque anni di esperienze, di lavori edili realizzati, cercando prima ancora della soddisfazione della sua clientela, la propria. Quando la prima e la seconda sono la stessa cosa, per lui è il massimo, la conferma che il suo lavoro è apprezzato perché lui stesso lo apprezza.

Un carattere spesso duro, come di chi abbia sempre un conto sospeso con qualcuno o qualcosa. Invece, quando lo conosci, capisci che è un suo mettersi in discussione col prossimo, certo non una sua imposizione d’imperio. Se gli chiedi quale sia il lavoro di cui va più orgoglioso, risponde che ” ogni lavoro, di poco conto o di largo rilievo, è importante”.

Danilo Atzori, alla domanda su quale possa essere la migliore pubblicità per un lavoro. ” La soddisfazione è la migliore pubblicità. Da essa nasce il passaparola che è poi il sistema più usato tra la gente”

Giovedì 16 maggio Danilo compie 25 anni di attività

“Sai Antonio, mi è venuta un’idea. Mi piacerebbe far qualcosa per il 25° anniversario della mia impresa.una intervista fatta da te. Che ne dici?”

A questa richiesta, immediato il mio consenso, non lo faccio per soldi e la gente lo sa. Sono un cantastorie moderno, lui è un personaggio, per certi versi spigoloso, ma le ruggini tra noi legate a un mondo, sia il suo che il mio abbastanza turbato, non contano. Ci mettiamo d’accordo per la sua ricorrenza esatta, giovedì 16 maggio. So che per fare un montaggio ci vuole del tempo e quindi appena Gian Mario trova del tempo, mi costruisce questa semplice intervista.

Danilo arriva in tenuta da lavoro, ci accomodiamo nel salotto estivo della città, la Fonte Nuova. Lo capisco che la location non è consona quando avvertiamo folate di vento e soprattutto il freddo di questo maggio ancora fermo a 3 mesi prima. Mentre risponde lo osservo. Niente gesti con le mani, è composto, come in posa, in realtà è concentrato, vuole usare al meglio questa opportunità che lui vede tale e che per me è solo un omaggio al lavoro. Chi, come il sottoscritto, è figlio di falegname, ama questo mondo dove i lavoratori sono tutti ispirati da qualcosa, hanno gli occhi verso l’orizzonte che verrà domani, a dopo domani non arrivano. Vivono sempre il contingente, organizzano per il giorno stesso, al più domani, senza pensare al dopo. 

Danilo Atzori

Danilo Atzori non fa eccezione, lo guardo e risento gli odori della bottega di babbo, che aveva altro lavoro ma la medesima concentrazione quando abbassava la testa su una porta, una finestra o un mobile.

“Ogni artigiano che lavora per conto proprio vive momenti di tanto lavoro e altri di stagnazione. Sappiamo come stringere la cinghia. Vedo le mie attrezzature ferme quando potrebbero lavorare di continuo e non una o due volte l’anno. Il momento non è certo favorevole per nessuno. Mi sono sempre salvato perché ho guardato dentro il mio portafoglio e mi sono regolato con quanto potevo fare. Un buon artigiano sa questo”.

I problemi li tira fuori, la tassazione esagerata, la burocrazia feroce, il poco giro di soldi che costringe anche chi avrebbe bisogno di un lavoro di edilizia, a spostarlo, in attesa di tempi migliori. Danilo mette in rilievo i perché, sa analizzare perfettamente le ragioni della “crisi”. Ha testa e cervello, esperienza sufficiente da essere arrivato a capire prima di tanti le ragioni vere della situazione attuale.

La cosa che più di altre evidenzio, è la sua calma, forse dentro ha tante tribolazioni, non sta passando un bel momento personale, intuisco che manchi qualcuno. Conosco la sua situazione, disumana quanto basta per provare empatia verso di lui. Ma la sua intelligenza non gli permette di scivolare in quegli argomenti, anche se se li porta dentro ogni ora della sua vita attuale.

Giovedì 16 maggio era però un anniversario, importante, di un ragazzo che dicevano fosse un matto a comprarsi tutta quella attrezzatura a quell’età, 18 anni. Prendere o lasciare, un pizzico di follia è una caratteristica che anche nel mondo dell’artigiano esiste. Dovesse tornare indietro, rifarebbe la stessa scelta, artigiani in parte si nasce, in parte si diventa. Nel suo caso, è nato con gli attrezzi del muratore tra le mani. A tutto il resto ha provveduto una grande, infinita passione per questo lavoro. Senza la passione, nessun lavoro si può fare. E lui lo sa bene.

Il montaggio è di Gian Mario Fresi, insostituibile web master di galluranews.

 

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