Luras, Roberto Diana, The Other Side of the Mountain, il video bellissimo di un brano compreso in Raighes Vol. 2.

foto galluranews, Roberto Diana in concerto nella sua Luras

Luars, 3 feb. 2018-

Per me è sempre un piacere e un grande onore poter scrivere di Roberto Diana, il chitarrista lurese che ha sempre delle sorprese da proporre a chi ama un genere come il suo, così vario e così sempre ridondante di richiami alla sua terra, alla Gallura e a quella Sardegna che ha sempre visto come “il personale input” che gli ispira melodie uniche. Ieri mi ha inviato un video straordinario, non solo perché ci sono grandi animatori, tra cui uno che ha lavorato per il noto film Avengers ed altri cult movies di successo internazionale, ma anche perché questa melodia che ha delle montagne  sullo sfondo, lui l’ha concepita per altro. Dopo aver scritto la musica, Roby afferma:

”  L’idea del film mi è venuta in mente dopo aver ascoltato la canzone e aver letto un articolo sull’escalation del conflitto tra Israele e Palestina. Lo stile e il concept del film ispirati e dedicati al mio amato amico Satrio Wijaya. Mi ci sono voluti circa 3 anni per finire il film e un risultato di molte notti e isolamento nei fine settimana di sole. L’animazione e la storia sono di Alli Sadegiani, un grande animatore con esperienze cinematografiche importanti“.

Intanto come alcuni sanno, Roberto ha partecipato al 60° Grammy Award’s ed è stato premiato come miglior disco per Raighes 2.

Su Raighes vol 2 Roberto scriveva lo scorso anno nel suo official site:

Un disco a cui tengo molto perché racconte dei lati personali che durante l’ascolto alcuni hanno individuato e altri no. Non è ancora passato un anno dalla sua uscita ma ammetto che questo è il disco che mi ha dato più spunti riflessivi che qualsiasi altro. L’ho visto ricevere grandi consensi ed essere totalmente ignorato a volte per scelta altre per distrazione. L’ho visto mentre correva in avanti e mentre si fermava a prendere fiato. Sono felice del percorso che sta facendo e ha fatto, anche se come sempre ci si aspetta sempre quel qualcosa in più.
Ringrazio voi che lo avete ascoltato, vissuto e lo portate con voi, grazie anche a chi mi ha permesso di portarlo in giro e di suonarlo in luoghi magici e storici.
Come gia detto altre volte “Raighes” è sempre stato un concept in due volumi. Quindi questo racconto per il momento si è concluso. Adesso ho in mente tante altre cose che spero di riuscire a portare avanti. In ogni caso mi impegnerò come sempre per riuscirci.”

Ho avuto il privilegio di riceverlo ed ascoltarlo tutto senza una minima pausa, ti avvolge in ogni brano e lo rende ancor più bello perché la musica, così come l’arte, è sempre libera di essere abbinata a qualsiasi stato d’animo. La parte oscura della montagna, è quell’aldilà che non vediamo, è una terra di confine alla quale aspiriamo, è la fatica da compiere per raggiungere la vetta e provare a guardare oltre.

Nella musica di Roberto non c’è solo il suono, tutto per lui proviene da riflessioni ed emozioni che traduce in musica e, quando poi questa musica si unisce ad immagini, tutto assume quel valore misterioso che ognuno di noi proietta nel proprio immaginario cognitivo.

Qui l’intervista di 4 anni fa circa a Roberto, nella sua casa di Luras.

Antonio Masoni


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