Tempio Pausania, Biancareddu: ” Il Prefetto di Sassari era preoccupato per le nostre possibili dimissioni”. Un passo forse decisivo nella vertenza sanitaria del territorio dell’Alta Gallura.

Tempio Pausania, 28 nov. 2018-

Era sicuramente un fatto mai accaduto in Sardegna, forse in tutta Italia, che 11 sindaci di uno stesso territorio decidessero di dimettersi qualora non vengano accolte le istanze sanitarie emerse dalla riunione dello scorso 21 novembre al presidio di occupazione del Paolo Dettori. E’ stata una forte pressa di coscienza dei primi cittadini che davanti alla richiesta del presidio di dimettersi, hanno affermato di volerlo fare. Sono troppi gli anni che, inutilmente, si cerca di porre in evidenza la stortura di una riforma della rete ospedaliera che sta di fatto privando il territorio tutto dei servizi dell’ospedale Paolo Dettori, sempre più simile ad una enorme scatola vuota delle primarie cure e delle necessità che in esso venivano prima assolte e che oggi nonlo sono più.

La determinazione e la forza dei presidianti, il sostegno della popolazione, quello delle associazioni, dell’intera comunità di un territorio vsto con oltre 40.000 abitanti, sono stati decisivi per i sindaci che hanno palesato anche dinanzi all’autorevoleza del Prefetto di Sassari, Giuseppe Marani. 

“Il prefetto – ha detto Biancareddu è stato attento alle richieste da noi formulate per scongiurare le dimissioni e si è fatto interprete, con grande spirito collaborativo, di un prossimo immediato incontro con l’assessore Arru che ha subito contattato. L’incontro, il faccia a faccia tra assessore e noi tutti, compatti e determinati come mai accaduto in passato, sarà a brevissimo ed il Prefetto si farà carico di esserne intermediario. L’assessore dovrà arrivare ad assolvere le  istanze, diversamente riconsegneremo le fasce tricolori e subito dopo rassegneremo le dimissioni, come era stato deciso nella nostra riunione al presidio di occupazione e come tutti noi, assolutamente in accordo su quanto ci fu chiesto, abbiamo garantito. Il momento.lo speriamo tutti,è forse decisivo e crediamo che nessun prefetto voglia trovarsi davanti ad un problema così serio ed urgente che apre a diversi scenari, tra cui anche quello delicato del vuoto amministrativo e di ordine pubblico. Impensabile che 11 comuni siano commissariati senza delle conseguenze per cittadini e popolazione oltre che per la stessa prefettura”.

Biancareddu, venuto al presidio dopo il rientro da Sassari, con il sindaco di Luras Marisa Careddu, ha voluto esternare il resoconto della serata in prefettura a Sassari. Alla sua relazione hanno assistito, oltre che diversi presidianti, anche amici arrivati da Santa Maria Coghinas e Viddalba, dal primo mattino al presidio per sostenere la comune lotta per il Paolo Dettori. 

Il momento appare decisivo, come spesso ripetuto, siamo arrivati alla fine di un percorso lungo anni e che ha visto di tutto, dalle manifestazioni inutili a centinaia di tavoli di mediazione che non sono serviti a nulla. C’è voluto un presidio di occupazione a smuovere qualcosa, la convinzione di migliaia di persone ce lo hanno sostenuto in questi 41 giorni, la convinzione che per riuscire a fare qualcosa, bisogna arrivare anche a questa “extrema ratio” che poteva essere evitata se si fosse ascoltato non il cuore, impensabile dato il personaggio che di mestiere è medico ma di fatto ha ragionato coi numeri e basta.La razionalità  lo avrebbe dovuto indurre a pensare alle strade, ai disagi della sua riforma penosa e alle difficoltà logistiche di un territorio che non è come gli altri dell’isola. 

Rifletta Assessore, ragioni e si metta nella testa di centinaia di persone che in questi 41 giorni abbiamo incontrato. Ne abbiamo letto il disagio, il bisogno, anche le scarse possibilità di andare altrove per difficoltà economiche.

Ragioni su questo, Assessore, non sulla sua cinica interpretazione del bisogno di cure che sta facendo diventare una moneta sporca e non spendibile in questo difficile momento storico che tutti stiamo attraversando.

Lo faccia, o avrà anche questa croce da portarsi appresso, ritorni sui suoi passi e decida di riportare equilibrio e giustizia dove ha costretto la gente a rinunciare persino a curarsi perché priva di mezzi.

Da parte del Presidio,un grazie a tutti i sindaci che stanno mostrando l’unità che diventa forza quando si deve arrivare ad un obiettivo comune.

Antonio Masoni

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