Tempio Pausania, Joshua (A Bullying Story, è il primo singolo di Italo “Fooso” Careddu, il primo singolo di un talentuoso tempiese.

Italo Careddu "Fooso"

Tempio Pausania, 4 ago 2018-

Sapevo che era a Londra, lo conosco da sempre e mi era stato detto che era anche lui “andato fuori”, alla ricerca di un lavoro. Anche lui, come tanti, di un lavoro per vivere e anche di una possibilità per esprimere quella che è sempre stata la sua passione, la musica. Un modesto lavoro lo si trova in Inghilterra, da sempre rifugio per migliaia di italiani che devono confrontarsi con le difficoltà di questa Italia che non premia, non da nulla a chi ha titoli, figuriamoci a chi ha bisogno subito di avere una indipendenza economica.

Italo “Fooso” Careddu, trova due anni fa un modesto lavoro e si dedica alla sua passione per la musica, scrive canzoni e ha inciso anche il suo primo singolo d’autore, musica e testo. Un brano struggente, melodico, una ballata dai richiami malinconici che tratta il tema del bullismo, con strumenti musicali essenziali e la voce evocativa del tema trattato. Bello, dolce e ben cantato, il singolo è disponibile e gratuito su tutte le piattaforme, incluse Spotify, Apple Music, iTunes, Deezer e Youtube.

I link per raggiungere il pezzo :

● Spotify : https://open.spotify.com/track/0KMoFpaal1IqQzlgQKoOG1?si=cy23EqolT3WKH77rE-L3VA

● Youtube : https://youtu.be/0K-7_fjMo9g

● Instagram : @itsfooso (é il mio username della pagina)

…’Twas a normal day written on your diary

Scribbles on the porch : “Loser, please, go for away”

Close your eyes and jump, don’t think about your wrath

All of your forgiveness landed on that car

“Come, baby come”, “Open up your eyes – Are you lost?”

“Come, baby come”, “I know. Not your fault”

…Era una giornata normale, trascritta nel diario

Scritte sul porticato :”Fallito, vai via lontano!”

Chiudi gli occhi e salta, non pensare alla tua ira

Tutto il tuo perdono è atterrato su quella macchina

“Vieni, bambino, vieni”, “Apri gli occhi – Ti sei perso?”

“Vieni, bambino, vieni”, “Lo so. Non è colpa tua”

 

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