Tempio Pausania, La menzogna, arma cinica che ritorna indietro sempre. Gli effetti del boomerang sono molto peggiori del male stesso che ha provocato.

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Tempio pausania, 5 gen. 2018-

Assai spesso ci confrontiamo con il giudizio su una certa cosa che accade, la soppesiamo come sempre per valutarne l’importanza e la consistenza e ne delineiamo una qualche, si spera onesta, considerazione. L’esistenza così affannata degli ultimi anni,  ci conduce spesso a sbilanciarci in sommarie e insufficienti valutazioni, siamo presi da una vera lotta alla sopravvivenza, sembra che ci stia per mancare il domani e facciamo errori su errori, senza mai fermare il nostro cervello e metterlo in un ambiente che lo faccia ristorare così da renderlo maggiormente oculato ad esprimere il meglio di sé. Quest’epoca si caratterizza per la fretta, tutto deve correre come un fiume in piena, persino la grafia dei social è tronca e sintetica perché così sembrerebbe sia il suo logo di fabbrica. Scrivere “ce” anziché “c’è” e poi dire, quando fatto notare, che era per sintesi, beh, qualche dubbio ci viene ma non è di questo che vorrei parlare.

Uno dei temi più difficili da esaminare, quando si è incerti se credere o meno ad una certa cosa, è la menzogna. Su di essa, sulla falsità in generale, si spendono chilometri di scritti, si sono scritti libri, film e, ai nostri giorni, è argomento principe pure dei social, accerchiati da fake news, le notizie farlocche, trappole dove ci si inciampa e senza badarci troppo, sono spesso oggetto anche di nostre condivisioni. Sulla “bufala” web, ci sono siti specializzati a scoprire e smentire, specie quando la stessa menzogna è quasi un “cult” virale della divulgazione. Quanti non hanno ricevuto richieste di sangue per una poveretta di nome Elisa Montagnoli? Sono almeno 6 anni che gira e rigira in alcuni periodi e quando ti arriva, almeno tu che lo sai, fai immediatamente capire al mittente che si tratta di una menzogna. Così per tante altre richieste come di minacciosi hacker che violerebbero il tuo profilo e prenderebbero tutta la tua privacy con nefaste conseguenze. Che esista la pirateria on line è fuori discussione, ma da questo al sentirsi sempre minacciati da qualcuno o qualcosa, ce ne passa.

Una carrellata di frasi di personaggi famosi e meno famosi o sconosciuti sul concetto di menzogna:

Che c’è di più usuale della menzogna, sia che si tratti di mascherare le debolezze quotidiane con una salute che si vuol far credere forte, di dissimulare un vizio, o di ottenere, senza urtare gli altri, la cosa che si preferisce? È lo strumento di conservazione più necessario e più usato. Tuttavia abbiamo la pretesa di bandirla dalla vita di colei che amiamo, è essa che spiamo, che fiutiamo, che detestiamo dappertutto. (Marcel Proust)-

“Scopri chi sei e non avere paura di esserlo.” MAHATMA GANDHI-

“La coerenza è comportarsi come si è, e non come si si è deciso di essere.”  SANDRO PERTINI-

“Bisogna diffidare di due categorie di persone: quelle che non hanno personalità, e quelle che ne hanno più d’una.”MARIANGELA MELATO-

“Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro se stesso, né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri.” FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ-

Lo scandalo non sta nel non dire la verità, ma di non dirla tutta intera, introducendo per distrazione una menzogna che la lascia intatta all’esterno, ma che gli corrode, così come un cancro, il cuore e le viscere. (George Bernanos)-

La bugia e l’inganno hanno una data di scadenza e tutto alla fine si scopre. Nel frattempo, la fiducia muore, per sempre.
(Anonimo)-

I mentitori seriali non tollerano obiezioni, difendono a spada tratta le loro false verità! Patiscono il pubblico ludibrio costringendo se stessi a fabbricare nuove menzogne, sempre più grandi, che possano coprire quelle precedenti. Non hanno l’accortezza di dare la stessa versione perché ne raccontano così tante da non potersi ricordare che cosa dicevano 1 settimana prima. Vivono nell’incertezza di essere costantemente svergognati e non si fidano di nessuno, tanto meno di se stessi, giustamente. Saranno, a volte, anche pieni di soldi, raccolti fraudolentemente attraverso le loro menzogne, ma vivranno sempre con la paura che qualcuno possa violare la privacy per riprendere ciò che a loro era sotto estorto… E non c’è guardia che tenga, la vendetta potrebbe arrivare in pieno sonno da un momento all’altro! Meglio poveri ma tranquilli, fieri della propria dignità. (Daniele Zanatta, amico virtuale).

L’argomento è piuttosto sentito anche perché tutti vorremmo vivere in un mondo senza menzogne. Utopia di sicuro, anche perché di menzogna si veste la politica, si addobba sovente la chiesa, e di bugie si servono i nuovi truffatori dell’era high tech per sorprendere e attrarre a sé migliaia di persone. Come ha ben scritto nella riflessione sopra citata Daniele Zanatta, è la paura che domina il mentitore, un sentimento che negherà a tutti, ribadendo l’esatto contrario della propria descrizione, e persino a se stesso. Il negare a se stessi che si tratta di menzogna, implica conseguenze psicologiche che non hanno limiti. Chi mente, sa di non farlo, e perpetua questo atteggiamento in qualsiasi azione della sua vita. Eppure la menzogna è palese, spesso è nota a tutti, ma il mentitore reagisce con violenza e cattiveria verso chi ostacola il suo cammino di successo (si fa per dire), o quel che è, e la faticosa strada percorsa, la stessa che è per lui in discesa, apparentemente, ma che cela insidie che non sempre riesce a prevedere. Il falsario si sente in una botte di ferro, sa che tantissime persone, le stesse attratte dalla sua innata capacità ad offrirsi loro generosamente, lo difenderanno a spada tratta, anche dinanzi alla prova provata della menzogna di origine.

Il cavallo di battaglia del mentitore è ” Se non sai come fare o non hai conoscenze sufficienti, menti, racconta menzogne e vedrai che ti si apriranno porte sino a quel momento inviolate”. E questo accade anche, perché una menzogna ben architettata- quasi sempre si decide di addossare ad altri la responsabilità della bugia conclamata –  effettivamente ti spalanca le porte del successo (vedi affare COEMM). Il “ma”, come sempre, esiste. Primo, perché prima o poi qualsiasi menzogna viene a galla e gli effetti della sua scoperta, rappresentano per l’autore una falla indelebile della sua coscienza; seconda cosa,  egli perderà la considerazione ed il rispetto del prossimo che lo viene a sapere, bruciando di fatto i suoi prossimi anni di successi o di carriera. Eccezione, anche stavolta, la politica. Pur dinanzi alla consistente nomea di menzognera, riesce sempre a riciclare se stessa dalle sue stesse ceneri (araba fenice) e riproporre, con altre facce, altri simboli, altre progettualità, una simile se non peggiore attività nello stesso ambito. Gli esempi in tal senso si sprecano.

Faccio mio il pensiero finale di Daniele Zanatta: ” Meglio poveri ma tranquilli, fieri della propria dignità.”. 

La menzogna è solo uno strumento che, quando ci si sente sfiorati dal suo bisogno, può e deve restare muto, dargli fiato o corde per suonare, accorcia solo la vita, la deprime nel suo prosieguo e anticipa le fastidiosissime rughe dove non si nasconderà il nostro vissuto ma tutti i sotterfugi e le bugie che scavano dentro l’anima. E l’anima sporca è assai peggio di una faccia invecchiata nella purezza di un comportamento onesto, povero e corretto. 

Antonio Masoni

 

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