Tempio Pausania, «La Musica mi ripara», il primo disco di Daniele Ricciu, ” l’artistoide del sax”. Video intervista

Tempio Pausania, 18 mar. 2018-

E’ sempre un grande piacere per me poter parlare con chi opera nella musica, specialmente con chi della musica si definisce un artigiano, o come egli stesso ama dire di se ” un artistoide”, in parte schermandosi da possibili contrattacchi dei puristi ma soprattutto ritenendosi sempre pronto ad imparare qualcosa, figlio di quella nobile umiltà che caratterizza solo i grandi talenti.

Daniele ha sempre respirato musica, sin dalla tenera età di 8 anni quando per la prima volta si affacciò a questo mondo  nel quale oggi vede riflessa la sua autenticità di uomo e di artista. Un percorso che non finisce mai e che in questa sua prima opera vede coronati i suoi sforzi, i tanti anni spesi ad imparare uno strumento che è la sua seconda anima, un prolungamento del suo essere che meglio di qualunque altro attrezzo musicale, ne rispecchia la sua indole.

Un personaggio non personaggio Daniele, avvezzo a conquistarsi ogni briciola di notorietà, uno che di regali inattesi non se ne aspetta mai. Sa bene che ogni lavoro, ogni concerto, ogni ingaggio, sono frutto di anni di sudore dietro il suo sax, quel solo mezzo in cui si riconosce appieno. Poi la musica è lì, basta andare a prenderla, metterci dentro le emozioni, la sensibilità, la padronanza di quel che si vuole ottenere e già hai quanto ti serve.

Non a caso il suo primo disco “La Musica mi ripara” è stato un lunghissimo cammino nel quale ci sono state le sue vicende personali, le gioie ma soprattutto i dolori, scalini tortuosi che fanno inciampare e che la musica, e solo lei, gli hanno fatto superare. Che la musica sia uno dei più validi sostegni psicologici non lo scopro certo io. Così come non dico nulla di nuovo se affermo che nella musica si riversano le nostre migliori sensibilità, tradotte in note o in scrittura di esse.

L’intervista è piacevole, non può che essere così, perché Daniele parla garbato e deciso, in lui c’è la forza per questo primo traguardo e la grande soddisfazione per esserci riuscito.

«Un sogno – dice – accarezzato da sempre, che potevo realizzare da prima ma solo quando ti accorgi che è arrivato il momento, quando sai che lo devi cavalcare e portare al traguardo perché tutti gli elementi sono perfettamente allineati, decidi di soddisfarlo”.

Vero, come il pittore che tiene celato il suo dipinto con un lenzuolo per anni ma che non decide di scoprirlo prima che sia arrivata l’ora. Ci sta, nell’arte come nella vita di tutti i giorni, che veniamo assaliti da dubbi e vorremmo che tutto sia perfetto e che davvero quella nostra opera sia il frutto di quel che abbiamo sempre voluto.

Grande la sua soddisfazione per esserci riuscito, per aver dimostrato a se stesso che le capacità, unite alla determinazione e all’energia preziosa che scaturisce dalla sua musica, alla fine lo ripagano di tutto.

Daniele Ricciu si racconta in questa intervista, così come ci illustra la strada per arrivare a questa sua prima produzione di cui è giustamente orgoglioso. Ed è bello per me raccontare di questo e lui, come tanti altri in passato, non può immaginare che sono io che ricevo sempre qualcosa dalle persone  con cui ho il piacere di parlare. Io non lo dico mai, ma il primo che si emoziona indovinate chi è?

Grazie Daniele, il tuo sax ed io ti ringraziamo.

Antonio Masoni

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2 Commenti

  1. Grande Daniele, ti stimo e ti seguo da sempre, la tua musica mi tocca l’anima.

  2. Ho avuto occasione di sentire Daniele Ricciu in diverse occasioni. È un artista che con la sua musica,direi col suo sax, a me personalmente sa trasmettere varie emozioni.Nel suo ultimo concerto,qui a Tempio,ha saputo creare un’atmosfera veramente affascinante.Eravamo pochi ed è stato un privilegio che,insieme a Simone Sassu ,suonasse solo per noi.E si….sentivo John Coltrane.Bravo.

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