Tempio Pausania, La profanazione di un muro storico per le elezioni del prossimo 4 marzo. Paolo Sanna: « Vandalismo istituzionale ».

foto galluranews
  1. Tempio Pausania, 10 feb. 2018-

Che non si trattasse di uno scherzo di Carnevale lo abbiamo subito intuito, tale è stata la spinta veemente sui social di questo vero oltraggio ad un muro che fa da supporto alla Stazione Ferroviaria della città. Immediato lo sdegno collettivo per questa operazione che ha visto dipingere con vernice acrilica la storia del muro, perché quando a Tempio si deve fare del male ci si riesce con efficacia. E non si colpisce solo un luogo, si infierisce sulla memoria.

Le foto di ieri, postate un po’ da tutti sui social hanno immediatamente tolto ogni dubbio. Era ed è tutto vero! 

La storia di questo vero e proprio monumento che risale agli anni 50/60, parla di un’opera incredibile per perfezione e pulizia, pietre di granito che furono poste con maestria e cura nostalgica di tempi migliori, quelli che vedevano uomini attenti alle bellezze e dediti alla loro valorizzazione e cura. Le fontane, una ricchezza mai in esaurimento e sempre controllate, risalenti alla fine del 1800 nella loro primaria costruzione (la data è impressa sulla parte alta di una fonte), in seguito migliorate e aggiunte di altre “bocche”, sono da sempre la salvezza nelle stagioni asciutte e in quelle ancora in corso che impediscono l’uso dell’acqua di rete in certe zone della città. Non bastasse questo pezzo importante della nostra storia, non bastasse nemmeno il rispetto per questa costruzione che ha origine antichissime, ecco che la barbarie di alcuni operatori istituzionali ha visto in questo spazioso muro, uno dei tanti idonei luoghi per apporvi quei manifesti di facce e inviti a questo o quel partito, decisamente poca cosa se rapportate al delitto commesso.

foto galluranews

Qui a Tempio, abituati a scandalizzarci per cose gravi, si è gridato compatti allo scandalo, e nessuno delle istituzioni che abbia saputo giustificare questa scelta. O dobbiamo pensare che….“Ci hanno chiesto degli spazi? Bene, e noi gli diamo!”.

Ora, non so e non conosco la legge che sovraintende a questi bisogni istituzionali, così come non concepisco il perché nessuno, a parte un consigliere che spesso fa da “punching” alle botte sui social, assorbendo ed educatamente prendendosi anche la responsabilità di parlare per altri che insolitamente tacciono, abbia espresso la motivazione che ha indotto a questa infausta decisione. Non penso che si sia detto agli operai di andare, trovare degli spazi e poi disegnarci su ben 32 spazi elettorali grandi e altrettanti più piccoli, senza prima indicare loro dove farlo.

Chi è il responsabile? perché non tira fuori la faccia dalla sabbia dove ha sicuramente pensato di coprire una vergogna assoluta?

Ho incontrato alle fontane Paolo Sanna, ingegnere nonché responsabile del Comitato Civico Essere Cittadini. Incontro casuale, non preventivato. Ecco la sua breve intervista dove ha definito “Vandalismo Istituzionale” questa oscenità i cui costi per la rimozione, come sempre, saranno a carico della collettività. Si tratta di vernice, mica di tempera, ci vogliono diluenti e se non bastassero anche una sabbiatura che potrà anche deturpare la pietra  che oggi piange.

E sono lacrime amare anche quelle che tutti abbiamo versato quando fu profanata la Stazione Ferroviari questa scorsa estate, o il Parco delle Rimembranze ad opera di filo fascistellli e inneggianti al duce e al nazismo. Allora occorsero gli sforzi di un gruppo di ragazzi volontari, armai di diluente e di senso civico, che rimossero gran parte delle scritte in una intera serata.

Trovate differenze tra il vandalismo di beceri personaggi che in questi anni abbiamo sempre stigmatizzato nelle loro incursioni e queste operazioni derivate da ordini istituzionali ben precisi?

Francamente io no, voi? Sempre più perplesso e inquieto per quanto sto vedendo in tutti questi anni.

Antonio Masoni

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