Tempio Pausania, La settimana della Dislessia: un grande contributo alla comprensione dei D.S.A.

Tempio Pausania, 5 ott. 2018-

La settimana della Dislessia, la terza edizione nazionale, in concomitanza  anche col resto dell’Europa, è stata incentrata su conoscenze sempre più approfondite dei disturbi dell’apprendimento (DSA), che hanno una vasta incidenza nella popolazione italiana, stimata attorno ai 2.000.000 di persone. 

L’iniziativa prevede il coinvolgimento di oltre 1.000 volontari e la collaborazione di 300 tra enti pubblici e istituzioni scolastiche per la realizzazione di un articolato programma di eventi di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale. 

La serata di Tempio, svolta all’Istituto Euromediterraneo, ha visto una partecipazione importante di genitori, docenti, insegnanti della scuola primaria ed è stata caratterizzata da diverse relazioni. Presente, tra gli altri, anche il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu. A fare gli onori di casa la referente per Tempio

A sin., La d.ssa Scalas e a destra Mariella Mossa

e zona dell’AID, Mariella Mossa. Il primo relatore, il Dott. Giuseppe Zanzurino, psicologo clinico, ha spiegato al pubblico cosa sia la dislessia, soprattutto nell’ottica del bambino in età scolastica, periodo nel quale il disturbo emerge. Zanzurino si è soffermato sulla variabilità del disturbo nei primi anni di vita quando, di solito, la dislessia si manifesta col ritardo nel linguaggio e soprattutto nella memoria. “Se vai a chiedere ad un bambino, prendi questo, lui non ricorda dopo aver sentito cosa doveva prendere”. Statisticamente, il DSA è esponenzialmente più forte se neli primi anni di vita la difficoltà del linguaggio era già accentuata. Crescendo, ogni anno ci sono sensibili variazioni nella formazione intellettiva che mano mano che si diventa più grandi, saranno sempre minori (in un adulto c’è poca differenza tra i 40 e i 45 anni). In un bambino di 5 anni e in uno di 10 tali differenze sono molto marcate. Una diagnosi di dislessia in 2^ elementare obbliga il bambino a controlli stretti nel tempo proprio perché si deve valutare l’evoluzione del disturbo.

La dottoressa Letizia Scalas, psicologa clinica, ha iniziato col parlare del pensiero. Nel bambino dislessico la creatività sarà un elemento distraente, i troppi pensieri si aggrovigliano tra loro. Risulta difficile prestare attenzione ad un unico stimolo e tutto si complica quando gli stimoli arrivano assieme al bambino. La funzionalità del cervello dei bambini con questo disturbo è totalmente diversa da quella degli altri. “Un’idea non arriva mai da sola, ma ne arrivano 6 o 7 contemporaneamente”.

Sulle strategie per aiutare i DSA, hanno discusso le due formatrici docenti, Marina Scala e Antonella Sanna.

Un convegno di alto profilo, una maggiore consapevolezza su cosa siano i DSA, di cui ci siamo occupati già in altre occasioni, un momento di sostegno anche ai genitori, ai docenti, a chi si occupa di bambini, a cui giornate informative come queste e come anche le precedenti, daranno strumenti validi a migliorare sia la conoscenza di cosa siano i DSA e, soprattutto, su come poterli affrontare.

Il Dottor Zanzurino

Grazie all’associazione AID di Tempio e a Mariella Mossa che mi rendono partecipe di questi eventi che, posso solo scriverlo, riescono a farci comprendere meglio quali e quanti problemi esistano legati all’apprendimento nei bambini e a quanto sia importante poterli individuare il prima possibile. Ciò può avvenire solo quando esiste conoscenza del problema perché le strategie da mettere in atto ci sono e al momento suppliscono benissimo a questo disturbo che non compromette nulla del futuro scolastico, né di quello futuro dei nostri bambini.

Antonio Masoni

 

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