Tempio Pausania, Occupazione Ospedale: “Video Diario” 19^ giornata.

I ragazzi del CSM con alcuni presidianti

Tempio Pausania, 6 nov. 2018-

Un’altra intensa giornata, forse quella con la maggior presenza di persone al banco firme (circa 250 i firmatari solo ieri). Firme che non hanno un valore legale, sono solo le testimonianze delle persone che vogliono dare il loro sostegno. Non possono altro, ma ci sono.

Una mattinata emozionante per la presenza dei ragazzi del CSM (Centro di Salute Mentale-vedi foto copertina) che hanno voluto omaggiare il presidio con una canzone, guidati da Vincenzo Murino, volontario del centro.

Ziu Antoni Fara

Di particolare rilievo, è stata anche òla firma del più vecchio firmatario, Zio Antonio Fara, 98 anni, trascorsi ad imparare la vita e le sue insidie. Una mente lucida e presente nel raccontarci una parte della sua intensa esistenza e dirci anche che la lotta per un diritto alla salute negato è sempre giustificata e legittima. Una gioventù trascorsa ia Badesi (fraz. La Tozza), contadino instancabile,  poi fuori dalla Sardegna, Torino, la Germania, per far ritorno alla sua terra e trascorrervi la sua bellissima vecchiaia. Anni spesi a leggere, studiare, informarsi su tutto. Lo salutiamo con affetto, prima di vederlo andare verso la Stazione di Tempio a prendere l’autobus per Badesi.

Il coro di Viddalba di Giovanni Puggioni

La serata, come sempre con una cornice di persone al presidio, prima di assistere al mini concerto del Coro di Viddalba di Giovanni Puggioni, canzoni a tema, dedicate anche alla lotta, sempre come sostegno alla causa.

Alcuni rappresentanti della classe ’66.

La cena offerta dalla classe ’66, già alla loro seconda esperienza al presidio. Si parla, si discute, come sempre, si programmano le notti, anche la classe si prenota per le prossime turnazioni.

Vita da presidio, vita sociale che rafforza il senso comune e stupendo della umanità che diventa popolo. Finalmente popolo, unito per combattere questo stillicidio di regole e leggi mirate a distruggere uno dei capolavori della storia italiana, la sua carta costituzionale. Quell’articolo 32, che è diventato per taluni, sciacalli cinici e implacabili, quelli della legge dei numeri, il solo possibile rimedio.

Inviate ieri le mail ai vertici della regione Sardegna, al suo presidente, alle istituzioni regionali, a quelle territoriali. Le risposte devono arrivare entro due settimane. In caso contrario, o qualora le stesse non fossero soddisfacenti, nessuno qui ha intenzione di mollare la presa. Si alzerà il tiro, sempre più. La devono finire di giocare con la vita delle persone, la devono smettere di ridurci tutti a burattini a cui con dei fili imponi mosse e azioni. Abali Basta.

Vi propongo questa riflessione, sulla mia esperienza di 20 giorni di presidio.

“L’esperienza di un presidio la puoi comprendere soltanto se ne fai parte, se ti fai avvolgere dallo spirito impagabile che appartiene ai valori altissimi del senso civico. Resti imprigionato nella sua vitale dinamica di appartenenza a questa terra, ai suoi solidi principi che prima di sapere se arriveranno a raggiungere un obiettivo, sai che lo devi fare perché è un dovere, ed è anche una incredibile storia di vita. Senza volerlo, diventi una parte della avventura e sei protagonista tra altri cento protagonisti, uguali a te, diversi per gli elementi formativi personali, ma coesi in una catena immensa di singoli cuori dentro una comune casa. Conosci decine, centinaia di persone, parli e capisci di averle sempre conosciute, erano solo accanto a te, ma solo adesso ne scopri l’essenza della loro condivisa partecipazione. E’ la forza prodigiosa dell’unione per un bisogno comune, una emotiva spinta che si rafforza e ti commuove. Ritorni a casa, lo fai con fatica, non vorresti mai andar via…provi a dormire, ma hai ancora negli occhi quei volti anche segnati da stanchezza ma sempre prodighi di nuova energia per il giorno dopo. La mattina, quando arrivi, cerchi i volti della sera prima, ci sono, sorridono, sono sempre al loro posto, tra tante facce nuove che si sono seduti per darci forza. Tornano tutti, è come una piacevolissima e contagiosa contaminazione di anima e cuore. Tutti sono preziosi e da ognuno impari qualcosa,. Si scherza tra di noi, ci si cambia i nomi per ridere, si abbattono tutte le fastidiose insidie della presunzione. Regna l’anarchia propositiva, con regole non scritte ma capite dal buon senso. Senza averlo mai stabilito, sei dentro una organizzazione capillare, minuziosa, dove ciascuno sa cosa deve fare e lo fa bene. La meraviglia della coesione di tante persone così diverse tra loro e così uguali nello scopo. Non lo so cosa resterà, se e quando otterremo qualcosa, ma comunque vada, resterà per sempre la prima volta che una città, un territorio intero, si è unito per una lotta di giustizia. Chissà, un giorno faremo un album di tutti questi momenti, indescrivibili, lo lasceremo come esempio, forse ai figli, ai nipoti. Qui si è creato un micro cosmo di fieri e generosi uomini e donne, si è ritrovato lo spirito mai perso di nostalgiche memorie, quando accanto alla tua casa, vivevano vicini pronti ad accoglierti.
Ecco, il presidio è senza volerlo una famiglia, ed è bellissimo”.

Antonio Masoni

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