Tempio Pausania, Pensate: sabato prossimo saranno 4 anni dal crollo della strada di Monte Pinu e dalla morte di 3 persone!

foto galluranews

Tempio Pausania, 12 nov. 2017-

Si avvicina il 4° anniversario della tragica giornata del 18 novembre 2013, data che si ricorderà per tutti i morti causati dall’alluvione ma anche per quel ponte sulla strada di Monte Pinu, dove persero la vita tre concittadini di Tempio. Mentre si avvicina questo giorno, si susseguono le manifestazioni di protesta della gente, di tutti quei sardi che devono fare un giro assurdo per raggiungere Tempio o Olbia. Il pantano dove è affondata  questa ennesima beffa all’italiana, è denso di ritardi nell’erogazione dei  fondi, burocrazia e tante altre cose che rappresentano il vero deficit di questa Italia, stretta tra la morsa del debito pubblico e l’assenza della spesa pubblica, cose che non accadrebbero se non fossimo preda dell’eurozona e privi della nostra sovranità monetaria.

Si guardi al Giappone, qualcuno dice il paese col più alto debito pubblico del mondo. In Giappone, dove dormono sonni tranquilli sia i governanti che la popolazione (uno stato sovrano non ha alcun problema per emettere propria moneta e risanare qualsiasi debito), quel ponte lo avrebbero rifatto in una settimana. Qui invece non è possibile perché occorrono anni, e chissà se poi il finanziamento stanziato non avrà ulteriori ritardi e si rimanderanno i lavori del ripristino.

La protesta, lo sappiamo bene noi a Tempio per quanto riguarda la Sanità e il nostro presidio, a poco serve. Bisogna soffrire anche per ciò che di diritto ci spetta, dobbiamo fare le manifestazioni, dobbiamo elemosinare per avere. Le colpe non sono della politica, che ha comunque le sue incancellabili responsabilità, ma del sistema che ci obbliga a risparmiare, tagliare e sopprimere persino i diritti inalienabili, quelli sanciti in Costituzione.

E’ di ieri la prima delle giornata di protesta per la strada di Monte Pinu. Un sit-in sulla strada con un consigliere regionale Giovanni Satta (Uds) e i primi cittadini dei luoghi e altra gente accorsa per organizzare una raccolta firme che è partita proprio da sabato. Si punta ad una petizione al Ministero delle Infrastrutture, quello di Del Rio, con le firma raccolte in alcuni punti del territorio, a  Olbia presso il bar Shardana di via Barcellona.

La seconda delle manifestazioni previste è per giovedì 23 novembre a Priatu, dove si è costituito un comitato con alcuni amministratori tra cui il sindaco di Sant’Antonio Viti. Giovedì 23, dalle 12.00 alle 16.00, il traffico verrà rallentato e gli automobilisti saranno informati del perché questo accadrà. In sintesi il perché è questo: come si può ancora sottovalutare che la spesa pubblica non può più esistere come prima in quanto non esiste più la nostra moneta e dobbiamo sostenerla solo con le tasse? Bella risposta! Questo si dovrebbe dire, ma questo prima va capito.

Antonio Masoni

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