Tempio Pausania, “Tutto, ma proprio tutto quello che devi sapere sull’immigrazione, e diffondere”, di Nicholas Micheletti. A cura di Antonello Loriga,

Tempio Pausania, 4 lug. 2017-

fonte Facebook di Nicholas Micheletti

Le “sinistrissime” Spagna e Francia hanno deciso di chiudere l’ingresso ai migranti. L’Austria ha addirittura iniziato a mettere dei soldati al confine con l’Italia. Che sta succedendo? Cerchiamo di capirci qualcosa.

Dunque. Solo nel 2015 la UE ha finanziato le ONG con oltre 1 miliardo e 240 milioni. Chiediamoci da subito: La situazione sta migliorando? Investire nelle ONG sta servendo a qualcosa?

Risposta: No.
I morti in mare stanno aumentando. AUMENTANDO.
Perché?

Per usare le parole di Milena Gabanelli:

« Non ci sono mai state prima tante navi che si adoperano per il salvataggio e mentre nel 2015 i morti in mare sono stati 2.800, nel 2016 siamo arrivati a 4.300. Più metti in opera possibilità di salvataggio e più i trafficanti portano in mare i migranti. »

Questo dovrebbe essere ovvio a chiunque abbia un cervello con connessioni cerebrali attive. Più convinci i popoli africani che arrivare in Italia è facile (e che arrivati qui avranno vitto e alloggio gratis) più essi partiranno in massa.

E più saranno inevitabilmente i morti.

Ostacolare l’immigrazione, invece, scoraggia le persone a partire. Sembra brutto ma è un dato di fatto oggettivo. Nel giornalismo viene chiamato anche “Effetto Trump” in riferimento alle esternazioni del presidente statunitense: la sola retorica del muro infatti è riuscita a dimezzare l’entrata dei clandestini messicani già a partire dai primi mesi del suo governo. DIMEZZARE.

In sintesi: scoraggiare l’immigrazione dissuade gli immigrati dal partire. Incoraggiare l’immigrazione li convince a partire.

A questa legge logica voglio aggiungere le inquietanti parole dell’Ammiraglio Alessandro Picchio, che è stato consigliere militare del governo di Mario Monti, quindi non proprio un complottista dell’ultim’ora:

« Le ONG non possono sempre sbarcare negli stessi porti che neppure sono i più vicini. Non è un caso che le ONG sbarchino sempre da noi. C’è un disegno contro l’Italia. Ci sono organizzazioni che con la scusa di essere non governative non hanno uno Stato di riferimento. E chi le finanzia, e i finanziatori, spesso non sono italiani. [Tra questi speculatori finanziari come George Soros. nda] Chi vuol creare difficoltà all’Italia? Da un lato le ONG seguono proprie logiche, dall’altro SOTTOSTANNO A INTERESSI FINALIZZATI AD OSTACOLARE IL NOSTRO PAESE. »

Eeeeeeeeeesatto Picchio. Esatto.

Basterebbe studiare un po’ di Marx o qualsiasi altro economista non-liberista per comprendere come l’immigrazione non sia altro che uno strumento utile al capitale per abbassare i redditi, dato che ovviamente non fa che far crescere la disoccupazione. E ancor più problematica se è un’immigrazione dovuta per motivi economici di poveri disperati, in quanto accetteranno redditi infimi pur di sopravvivere.

In realtà, essa non sarebbe un problema se venisse utilizzata insieme a politiche keynesiane indirizzate alla Piena Occupazione. Anzi in tal caso potrebbe diventare una vera risorsa.

Ma ad oggi, accostata alle politiche ordoliberiste europee di tagli selvaggi alla spesa pubblica, l’immigrazione non è altro che uno strumento per impoverire ulteriormente il ceto medio.

Non a caso i “sinistri” al servizio del capitale vanno tutti in questa direzione. La “compagna” bilderberg Barbara Spinelli, figlia del guerrafondaio padre dell’UE Altiero, dice che « c’è bisogno di 10 MILIONI di immigrati. »

Emma Bonino, rincara la dose affermando che « l’Europa avrà bisogno di 50 milioni di immigrati entro il 2050. »

L’ONU, invece di pensare a risolvere i problemi in Africa, come suggerito dall’ammiraglio Picchio, parla a favore di «Replacement Migration» cioè “Migrazione di Rimpiazzo”, affermando che nel 2050 una persona su tre in Italia sarà un immigrato. Una su tre.

Il motivo per cui tutti questi soggetti giustificano l’utilità di questa immigrazione è che ci servono lavoratori per pagare le future pensioni. Ma questo denota soltanto una profonda ignoranza, e non in una materia ma ben in due.

1) Economia, perché le pensioni non vengono pagate dai contribuenti. Si legga “Le sette innocenti frodi capitali della politica economica” dell’economista Warren Mosler, e si comprenda per una buona volta come funziona il sistema monetario e pensionistico.

2) Tecnologia, perché ormai il mondo della robotica è alle porte. Per la prima volta nella storia la tecnologia sta eliminando lavori senza crearne dei nuovi. Abbiamo bisogno di meno persone.

Lo studio di John B. Calhoun del 1972 ha dimostrato che se gli individui arrivano a superare di gran lunga il numero di ruoli sociali disponibili, seguirebbe soltanto la distruzione della società e il prevalere della violenza diventa inevitabile.

Ma se fosse proprio questo l’obiettivo finale? Un aumento della violenza fornirebbe il perfetto pretesto per aumentare il Controllo sociale sulla popolazione. E ciò è da sempre stato uno degli obiettivi naturalmente perseguiti da chi ha una concezione oligarchica della società.

In ogni caso, il vero senso di questo articolo, oltre che informare, è far comprendere come le vittime di questa immigrazione di massa, sia quelle che muoiono in mare, sia quelle che vengono schiavizzate in Italia, sia quelle italiane che si trovano senza lavoro, sono tutte la diretta conseguenza di chi pratica “la politica dell’accoglienza”, non dei suoi oppositori.

La pappa del cuore è velenosa.

Chi vorrebbe veramente aiutare sia i migranti che gli italiani dovrebbe chiedere al governo di cessare queste politiche autodistruttive e all’UE di smettere di fare dumping all’Africa, impedendogli di crescere economicamente.

Finché praticheremo concorrenza sleale con gli imprenditori africani, finché invieremo armi in quel continente, finché i nostri lobbisti corromperanno i loro politici per farci avere carne, pesce e mangimi a basso prezzo, finché gli impediremo di fare politiche protezionistiche, finché gli bombarderemo scuole ospedali e case, finché propaganderemo il “sogno europeo” in Africa, la situazione non migliorerà mai, ma peggiorerà soltanto.

E nel frattempo i morti aumenteranno sempre di più.

Diffondete questo articolo per far venire un po’ di coscienza a chi pensa di essere dalla parte del bene. Basta ignoranza.

L’ignoranza uccide.

Nicholas Micheletti

Commenta

Commenti

1 Commento

  1. Vorrei dire qualcosa a tutti coloro che in queste ore si scaldano commentando la questione-migranti in Italia. A tutti coloro che paventano l’invasione, a tutti quelli che parlano dell’esodo e dell’africanizzazione dell’Europa. Fesserie. A me sembra che abbiate perso la testa se pensate che il problema dell’Italia siano i migranti. Vi state facendo manipolare per il misero tornaconto di qualcuno che soffia sul fuoco della crisi per creare un’indebita saldatura tra la questione sociale e la questione migratoria.

    Intanto, le questioni tecnico-giuridiche: l’idea di chiudere i porti è una sesquipedale idiozia partorita dalla mente di qualche mentecatto che ignora per esempio che l’Italia negli ultimi anni è già stata sanzionata, e per ben due volte, per la violazione del principio di diritto internazionale del non-refoulement, ovvero il divieto di respingimento. Il divieto è sancito dall’art. 33 della Convenzione (cosiddetta ‘di Ginevra’) sullo Statuto dei rifugiati del 1951, che afferma: “Nessuno Stato contraente potrà espellere o respingere – in nessun modo – un rifugiato verso le frontiere dei luoghi ove la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza ad una determinata categoria sociale o delle sue opinioni politiche”.

    Ora, siccome lo statuto di rifugiato viene conferito a seguito di procedure che lo accertino, esso non può essere conferito in mare da parte di entità militari o di altro genere che intercettino le imbarcazioni. La condanna dell’Italia estendeva questo principio al respingimento in mare, negando il diritto di un mero ‘divieto di accesso’ collettivo nei confronti dei migranti da parte dello Stato. In effetti l’Italia fu condannata dalla Corte europea dei Diritti umani non solo per violazione dell’art. 3 della Convenzione europea sui Diritti umani (“nessuno può essere sottoposto a tortura o a trattamenti inumani e degradanti”) ma anche per aver infranto l’art. 13, che prevede il diritto a un ‘ricorso effettivo’, cosa negata ai migranti respinti nel caso in questione. Dunque anche qualora si esercitasse un vaglio direttamente in mare, occorrerebbe che il richiedente asilo fosse messo nelle condizioni di ricorrere nel caso di un rifiuto della sua domanda di accoglienza. E finché non si sa se il soggetto soccorso voglia fare domanda di asilo o no, la sua condizione è una condizione particolarmente delicata e soggetta a protezione internazionale. Ci sarebbe, in subordine, la questione della tutela ‘sussidiaria’, quando – pur non ricorrendo le condizioni per concedere lo status di rifugiato – il soggetto correrebbe il rischio di un ‘danno grave’ tornando nel proprio paese. E questo, sommariamente, quanto alle questioni di diritto.

    Ma il punto riguarda la propaganda circa la presunta ‘invasione’: l’Europa tutta è una briciola di ciò che si muove nel mondo. Tra i primi 10 paesi per flusso di migranti non c’è neanche un paese europeo. Se nel 2015 erano state 63,9 milioni le persone sotto mandato Unhcr a spostarsi, nel 2016 la cifra è arrivata a oltre 67 milioni. I paesi in via di sviluppo ospitano oltre l’86% delle persone sotto mandato Unhcr, mentre 4,2 milioni di persone hanno ottenuto lo status di rifugiato presso i paesi meno sviluppati del globo. Si dirà: i migranti non sono tutti richiedenti asilo. Vero: ma i rifugiati sono comunque oltre 16 milioni, e gli apolidi quasi 4. Venendo all’Europa, il numero di migranti giunti via mare è calato, mentre è cresciuto quello dei dispersi e dei morti. La via del Mediterraneo centrale, sostanzialmente dalla Libia, nel 2015 ha prodotto un flusso di 144.000 persone, mentre quella dei Balcani occidentali ha visto transitare 667.150 persone e quella del Mediterraneo orientale (verso la Grecia e in minor misura Bulgaria e Cipro) 726.000. Nel 2015 gli Stati che hanno subito il maggiore flusso erano la Turchia (oltre 2,5 milioni di persone, numero cresciuto nel 2016), poi Pakistan, Libano e così via. Alla fine dello stesso anno, la densità di rifugiati per 1.000 abitanti era di 183 in Libano, e i primi paesi europei erano Svezia (17) e Malta (17). E qual è il continente maggiormente interessato ai flussi migratori in entrata? Proprio l’Africa.

    L’Europa sarà una comunità politica quando deciderà di ridiscutere Dublino, ovvero quell’accordo che ‘incastra’ il migrante al primo paese in cui approda. Per fare gli europei occorrerà che i cittadini non si lascino abbindolare dalle sirene dei leader xenofobi nazionali.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*