Tempio Pausania, Scie comiche e scontri…ni bislacchi nell’epopea di Millantar.

Tempio Pausania, 10 ott. 2018-

Ripercorriamo qualche breve passaggio delle origini misteriose del pianeta della fuffa magica. La storia di Millantar, segnata da eventi straordinari dove erano evidenti le evidenze dell’evidenza, aveva avuto una lunga evoluzione, come riportato nel testo sacro del pianeta, La Bubbola. Questi scritti, preziosissimi, hanno chiarito il perché, ma soprattutto il per cosa tutto sia nato oltre 30 anni fa, dopo lunghissimi studi e ricerche del nulla, concretizzatesi nella ben nota Università of The Road di Fake City, riconosciuta in tutti gli stati del mondo come la Rabbia Saudita e la Moslacchia orientale, quella che guarda la foce del Fiume Piscior, a destra del raccordo anulare per Porompopoporompomperoperò.

” Le origini di Millantar, il pianeta delle fuffa, sono remote, quasi  trapassate e vengono ascritte ad un periodo della notte dei tempi chiamato dagli storici antichi “Periodo Truffaico”, riconosciuto dalla cosmologia ed antecedente al Mesoprotozoico primario, noto come del regolamento 4.0 che, come ben sanno tutti gli esperti dei fori neri, da Fra Gandolfo da Norcia a Maialetti, fu quello che determinò le prime forme viventi di vita del pianeta.

Il Big Bang che spaccò letteralmente le palle alla costellazione, formando una miriade di pianeti e galassie, fu dagli esperti datato il 18 settembre (data odierna) che in quei tempi fu chiamato “Azz!”, tale fu l’intensità del flusso di lava quantica e di fuffa epocale che si liberò andando a depositarsi nei tanti frammenti da cui ebbero inizio i pianeti e le stelle”.

Partendo da queste parole del testo sacro, Il gatto e la Volpe, si videro e decisero che era giunto il tempo del tempo che non aveva tempo da perdere e si castrarono le palle pur di arrivare ad occupare il pianeta misterioso che tanto appetito faceva venire agli affamati residenti. La storia della Bubbola ha, come sappiamo, delle pagine mancanti, quelle che il Re stesso aveva cercato di offuscare alla folla petulante e curiosa.

” Come osate chiedere se io sono o non sono quel che dico di essere? Avete fiducia in me? Uscitemene dai fianchi allora e prestate solo orecchio alla cieca obbedienza cosmica , io vi dico le verità delle verità della vita. Sono o non sono Capitan Uncino? Obbedienza, riservatezza, etica, buona, se non ottima comunicazione del cazzo più assoluto, tanto per….tanto per farvi fessi più di quanto già non siete. E basta!Non fatemi ritornare su queste minchiatelle e andate a scrivere su idiotbook di quanto sia grande, immenso, celestiale, Viva La mamma, andate ora e diffondete il mio verbo!! Da oggi non parleremo più di democrazia ma di eticazzia, l’etica del cazzo insomma”.

Gonzon, al solito il più duro a comprendere le parole, aveva sempre sbuffi di insofferenza perché sembrava il solo a chiedersi ragione di certe frasi e anche in quella circostanza, si rivolse a Fraccus, il noto forzuto contrabbandiere di nebbia.

“Fraccus, mi spieghi che c’entra la mamma?” 

Ma tu ci sei o ci fai? Come cosa c’entra la mamma…la mamma è sempre la mamma…eticazzia Gonzon, questo si deve capire. Ma nei salottini Clen Clen non hai appreso nulla? Che ci andavi a fare?”

” Boh, me lo chiedevo anche io a cosa servissero…ma dato che versavo il mio quiddino ogni mese volevo sapere quando sarebbero arrivati i quiddini promessi”

“Taci, vile! Confermi dunque che sei entrato solo per i quiddini?”

” Certo, perché tu per cosa sei entrato?”

” Ma perché dove avrei mai sentito tutte quelle epocali minchiate quantiche se non là!”.

Titubanze, scorreggerie, ciurmate, deliranti furfallerie, esibizionistiche grillinate, queste erano le sensazioni che nascevano nel popolo ebete. 

Poi, all’improvviso, una pioggia di psicotroniche emozioni colpì il pianeta. Su nel cielo aerei supersonici lasciavano nell’aria biancastre scie che non si dissolvevano mai. Un giornale attendibile stampato sul pianeta, Il Ratto Muflonico, allarmò Millantar. C’era il rischio di contagio dalle scie comiche, veleno puro per i polmoni dei sospettosi millantariani, e decisero di fare un’interrogazione al governo di Fake City. La firmarono in 1500, tutti decisi a capire cosa stesse accadendo, dopo anni di quiete combustoriana e magico ritorno alla vista grazie alla infofuffavisione a raggi quasar che ridiede la vista a milioni di decine di urbi et orbi. 

” Sciur Messia, con questa nostra le vogliamo chiedere – recitava la lettera – per andare dall’altra parte, da che parte dobbiamo andare? Qui, tra scie comiche, Ruttor che ogni tanto esce a bollire, quiddini che non ci sono, siamo veramente stufi di aspettare. E va bene, l’11/11/11 ci saremo, attenderemo un’altra mesata e poi boh, cazz….che qui ci siamo rotti i piselli a rischiare anche la vita per questa nuova contaminazione. Chiediamo, ordunque, che si proceda in questo cammino di salvezza per il mondo migliore, senza trallalleri vari e fischiate di culo. Boòòò!! Basta!! Che ci stiamo smarronando le appendici testicolari”

Il Re fu indignato da questa lettera e minacciò l’intervento del Gran Giudizio Universale con il suo staff di legali ben noti nelle miniere del Sulcis Piemontese della Moslacchia Orientale. 

Il Re, tra ordinanze successive alla lettera che minacciavano recrudescenze varie, ebbe una brillante nuova idea. Si accordò con la super catena dei super stores Signorsì e promulgo l’editto dello scontrino. Pressapoco nel testo si diceva così:

“Da oggi, popolo pecoraio, iniziamo l’era dello scontrino etico. Una conquista epocazzica in pieno stile eticazzico, farete la spesa dove dico io. Spenderete i vostri quiddini e acquisterete quel che dico io, niente visite alla Sora Ninfa, né dal fido Bussolotto il Balengo (leader dell’import export di coerenza). Su ogni scontrino vidimato e controfirmato col vostro sangue,  e per mettere la firma dovete pungervi il labbro superiore e fare uscire una goccia di sangue, avrete quanto segue. La super attrezzata clinica del DNA di Corte esaminerà il vostro DNA e se mancheranno la idiotina e la truffina, non verrete riconosciuti millantariani e non avrete diritto al rimborso stabilito in un centquid per ogni scontrino. Ogni 10.000 scontrini, acquisirete il diritto ad entrare a Corte per una visita al Museo di Fake City per ammirare le mie evidenze di questi anni di fuffa. Inoltre, e questo lo dovrete alla mia generosità, avrete anche un panino imbottito con mortadella di iena. Guai a voi se passate dall’altra parte che quelli sono una organizzazione paramilitare legapentastellata senza paradigmi da superare, come noi altri ostrega!”

Il popolo si mostrò incredulo, i volti un misto tra Mister Bean e Ben Turpin (vedi foto), si sballottò ancora per altri anni dietro la speranza che “il tempo era giunto”, mentre su Detrax City, la capitale del pianeta dei New Detractors, si continuava ad accogliere profughi disperati che, più o meno umilmente, chiedevano perdono per aver vissuto quel tempo che non divenne mai tempo, per mancanza di tempo.

Antonio Masoni

 

 

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