Tempio Pausania, …che si continui ad infangare, che insistano i soliti noti, vi lascio al vostro show.

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Tempio Pausania, 1 ago. 2017-

Ho usato sempre  rispetto con tutti. Quando qualcosa si è incrinato, e ne valeva la pena, ho anche provato a capire e riaccendere in tanti, che verso di me erano ostili e cattivi, quella parola che spesso aiuta a comprendersi meglio. Non ho mai cercato guerre con nessuno, né mai ho avuto dileggio canzonatorio né ho alimentato per primo il fuoco della discordia. Ho mostrato dissenso, e credo che non pensarla allo stesso modo, e poterlo esprimere, resti una delle poche regole rimaste di democrazia, ma soprattutto di civiltà che si fonda sulla differenza di opinioni e sulla discutibile forma che in tanti hanno del rispetto verso tutti, siano essi amici o nemici.

Quando la deriva era tale ed il confine tra lecito e illecito era stato superato, ho chiuso il libro, preferendo prima rispondere, e questo è stato un grave errore, di cui mi pento e da cui ho ricevuto solo giuste ammonizioni, poi il silenzio, atteggiamento che non chiarisce nulla, che poco consente alla riconciliazione, ma serve a tutelare se stessi da quelle persone e da quelle azioni che persistono nello stesso atteggiamento. Usare il discredito, è vile, tipico di chi ha sempre qualcosa da nascondere del proprio infinito e smisurato “ego”, e sa che il sottoscritto non ha chi lo informa per il semplice fatto che non lo vuole e non lo cerca. Io non cerco di sapere cosa dicono di me, non mi importa, amo la sincerità e il confronto con chi lo chiede ed usa la critica, pure che che sia feroce, ma sempre motivata e rispettosa.

Sapere che si continui ad infangare, che insistano i soliti noti a fare riferimenti, accenni velati, che siano persino riusciti a convincere qualcuno delle “mie presunte malefatte”, sinceramente non mi interessa affatto. Chi si basa sul sentito dire, qualche volta adducendo prove non vere, non lo reputo molto migliore di chi ha mosso per primo la pedina sulla scacchiera.

Si è sempre ciò che si fa nella vita e non cosa si pensa di aver fatto, così come si è ciò che si è sempre stati e non chi si pensa di essere.

Da questo principio etico, non mi sposto, per nessuna ragione al mondo. stiate certi. Il fare da squali, mascherati con gli occhiali scuri della vigliaccheria, è roba che non mi appartiene. Quindi, se pensate che mi stia preoccupando, potete essere certi che non succede. Ne scrivo solo perché ho saputo che continuate a perdere tempo con me e lo fate scrivendo, come sempre, con la stessa perfidia che vi appartiene.

La vita di tutti  è un bagaglio smisurato di errori commessi, altrimenti detta esperienza. Ci sono arrivato tardi, ma ci sono arrivato e non torno indietro.

Siate felici! Senza ironia lo scrivo.

Antonio Masoni

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2 Commenti

  1. Non ti curar di loro ma guarda e passa…..scrisse un tempo qualcuno…è facile purtroppo che chi, come lei, raccoglie e denucia le verità del quotidiano, vada ad infastidire chi invece vorrebbe lasciarle in disparte,dei pochi che la criticano non si dia pena,se non avesse colto nel segno non avrebbe avuto la loro attenzione,continui così,noi che l’apprezziamo, non badiamo al ragliar d’asino!(mi scuso con il quadrupede per il paragone indegno)

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