Tempio Pausania, Una lettera a più mani di esponenti UDC e FI inviata a Pigliaru: “Riaprite il Punto nascita e Ginecologia”

foto galluranews

Tempio Pausania, 9 lug. 2018-

SANITA’, NUOVE SPERANZE PER LA RIAPERTURA DEL PUNTO NASCITA AL DETTORI DI TEMPIO. TOCCO, OPPI, FASOLINO E BIANCAREDDU RILANCIANO:
“LA REGIONE ADEGUI IL REPARTO DI GINECOLOGIA, RESTITUENDO IL SERVIZIO ALLE MAMME. SUBITO LA DEROGA”.
 
“La riapertura del punto nascita dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio”.
E’ l’appello del vicepresidente della commissione sanità Edoardo Tocco (FI), del leader Udc Giorgio Oppi (componente del parlamentino), del consigliere regionale azzurro – anche nella veste di primo cittadino di Golfo Aranci – Giuseppe Fasolino e del sindaco di Tempio Andrea Biancareddu, che hanno inviato un documento al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore della sanità Luigi Arru per riprendere il confronto con il governo:
“La Regione chieda subito una deroga al Ministero della Salute per la riattivazione del reparto di ginecologia e ostetricia del nosocomio”. Un pezzo importantissimo del polo ospedaliero gallurese, soppresso per la carenza di personale (con appena tre medici che prestavano servizio nella struttura su un organico totale di sette operatori). Il sindaco Biancareddu ha condotto una battaglia per tenere aperto il centro, salvo poi arrendersi di fronte all’insufficienza del personale. L’arrivo del ministro Giulia Grillo nel dicastero della salute riaccende però nuove speranze per il punto nascita:
“E’ chiaro – sottolineano i quattro – che la giunta regionale deve attivarsi per adeguare il reparto agli standard previsti dalla legge, con il ripristino delle attività nel presidio, a partire dal’incremento dell’organico”.
Solo con questi presupposti sarà poi concessa la deroga per la ripartenza del punto nascita:
“Ci sono le condizioni per tutelare mamme e neonati in una delle fasi più delicate della loro vita. L’ospedale Dettori non può restare senza il reparto di ginecologia e ostetricia. Il mantenimento dell’unità medica rappresenta un’esigenza per il territorio – concludono Tocco, Oppi, Fasolino e Biancareddu – viste le criticità nei collegamenti stradali, con le donne costrette a viaggi lunghi e rischiosi verso gli ospedali di Sassari e Olbia”.

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