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Laura Pirrigheddu a The Voice Generation: la grinta e la grazia

Laura Pirrigheddu, cantante tempiese, conquista il palco di The Voice Generation insieme alla giovanissima allieva Kate Marie Gimondi, tra talento, insegnamento e radici sarde.

La grinta e la grazia: ecco il dono di Tempio Pausania per The Voice Generation. Insieme a un’innegabile bravura, ovviamente.

Una bravura che non ha sorpreso chi conosce Laura e l’ha seguita nel suo percorso di crescita, da bambina determinata con un gran desiderio di cantare a una donna splendida e meravigliosamente dotata.
«Incantevole» è stata definita, e con ragione.

Sul palco di The Voice Generation

Con lei, sul palco della seconda puntata andata in onda il 13 marzo, l’altrettanto graziosa Kate Marie Gimondi, sua talentuosa allieva dodicenne.

La grande intesa tra loro, l’enorme energia che sono riuscite ad esprimere, la padronanza del palcoscenico, l’entusiasmo che non riescono a trattenere: tutto ha contribuito ad un’esibizione che ha lasciato il segno.

Il brano scelto, “All About That Bass” di Meghan Trainor, non era certamente dei più semplici. Eppure l’intreccio di voci è stato armonioso e preciso, mostrando grande tecnica oltre che personalità. È stato naturale, per loro, scegliere come coach Loredana Bertè.

La sorpresa delle canzoni in gallurese

La sorpresa però è arrivata dopo. Di fronte ai giudici stupefatti, Laura ha interpretato a voce nuda un piccolo passaggio di due canzoni tradotte in gallurese: “Laura non c’è” di Nek e “Mare d’inverno” della stessa Loredana.

È dal 2021, infatti, che si diverte a tradurre e a pubblicare canzoni famosissime nella sua amata lingua natìa.

Per lei è quasi una missione. Sul suo profilo Instagram e TikTok troviamo i pezzi più disparati cantati nel melodioso gallurese: da “Rossetto e caffè” a “Love show“, da “Filo rosso” a “Lady Marmalade“.

Anche i suoi inediti, di cui cura testo e musica insieme a Luca Sala, sono bilingui. Gli inserti in gallurese ne fanno dei brani insoliti e preziosi, a volte molto toccanti come quello che ha dedicato alla sua amatissima nonna Angela Burattini, “Più bella di lei“. (Per ascoltare i pezzi cliccate sui titoli)

La musica come cura e missione

Il canto e la musica, per Laura, non sono mai stati solo un hobby, né tanto meno un lavoro. Piuttosto ha sempre creduto che con la musica si possa fare anche del bene. Perché la musica fa bene.

Ecco perché ha studiato musicoterapia e, ottenuto un master, ha insegnato per un anno al Centro “Fondazione Renato Piatti” di Melegnano, una struttura diurna per persone disabili.

Le foto e i video mostrano tutto l’amore che ha suscitato in questi ragazzi, per i quali la musica è anche cura.

Insieme a loro, nel 2025, ha ideato e messo in scena uno spettacolo-saggio imprevedibile e commovente: “Grazie Musica”.

L’insegnamento e la scuola di canto a Lodi

Naturalmente è anche Vocal coach: a Lodi, dove vive ora, ha una sua scuola di canto con trenta allievi di età diverse.

Il suo modo di insegnare è insolito. I bambini e gli artisti che segue si trovano davanti una persona umile, che non si atteggia superbamente a “maestra”.

Per lei è importante mostrare come la musica abbia bisogno di amore, di passione e di sacrifici. Tutto ciò trapela dai suoi video, che restituiscono la gioia dei suoi allievi nell’apprendere non solo una tecnica ma dei fondamenti di vita.

Con lei sta imparando a cantare la piccola Emma Metrangolo, protagonista a sua volta dell’ultima edizione di The Voice Kids. Anche Emma le è affezionatissima.

Il legame con Kate Marie Gimondi

Kate Marie Gimondi frequenta la sua scuola da un paio d’anni. È stato facile passare da un rapporto insegnante-allievo ad un legame di “sorellanza”, come lo hanno definito. Per lei Laura ha scritto due inediti.

Kate Marie, lodigiana, non si limita a cantare. È pattinatrice semiprofessionista, ma soprattutto coltiva una passione particolare: prepara i bovini dell’azienda di famiglia per le fiere zootecniche. Concorsi di “bellezza” per manze da latte, che lei si occupa accuratamente di tosare e sistemare. E lo fa cantando.

Bello vederla insieme a Laura sul palco di The Voice, dove sono state scambiate quasi per coetanee nonostante i 15 anni di differenza.

Le radici sarde e l’identità artistica

Forse è anche l’amore per la terra a unirle.

Quello di Laura emerge potentemente dalle sue canzoni. Basta vedere i videoclip di “Arrearà” o “Jana mea” per rendersi conto di quanto sia legata alla Sardegna.

Il nome che ha dato al suo studio di registrazione, “Jana studio”, non è certo casuale.

Ci si può chiedere come faccia a fare tutto. È spesso impegnata in spettacoli ed eventi privati; è stata ospite di palcoscenici importanti.

E scrive. Scrive canzoni: per se stessa e soprattutto per altri, sia big che cantanti emergenti.

Sono sue, ad esempio, le colonne sonore del film “Il vuoto”, che vede tra gli attori Valentina Persia, con cui ha stretto un bellissimo legame. Il film, per il quale ha scritto musica e testi, è disponibile su Prime.

Un’esperienza che lascia il segno

Ci piacerebbe chiedere direttamente a Laura di raccontarci le emozioni e forse le ansie di questi giorni, ma per ora non è possibile. È verissimo quel che dice Antonella Clerici: «Sono esperienze che restano dentro per tutta la vita, non si dimenticano più».

Anche se, come speriamo, se ne aggiungeranno altre ugualmente emozionanti e di valore.

Lo auguriamo con tutto il cuore sia a Laura che a Kate Marie. Che possano brillare oltre ogni loro immaginazione!

«Laura no c’è, andata sinn’è,
Laura no è più robba mea.
Tu chi sei chici dummandi palchì
l’amu si nudda no mi dà…»

Ma stavolta, come ha detto Nek… LAURA C’È eccome!

Qui il video completo dell’esibizione: