Appello alla Magistratura.
L’oasi dei grifoni di Monte Unturzu, in Sardegna, è al centro di forti polemiche. Un progetto eolico, già oggetto di un esposto penale, sta sollevando preoccupazioni e accuse.
Questo è il video con le immagini della devastazione già in atto e l’intervista ad Agostino Conti e Maria Grazia Demontis, che ci raccontano cose incredibili.
I grifoni, una specie protetta
Sì, i tedeschi stanno devastando l’oasi dei grifoni. La più importante oasi di ripopolamento italiana, per giunta oggetto di un cospicuo finanziamento europeo.
Eppure nel loro progetto l’hanno paragonata a Cape Canaveral, situandola nel Golfo del Messico.
Il tutto sotto gli occhi compiaciuti della Regione Sardegna.
Se non fosse tutto tremendamente tragico, sarebbe una barzelletta.
Stiamo parlando di un territorio meraviglioso, quello del Monte Unturzu, tra Ittiri e Villanova Monteleone. Un altro territorio che ci è stato scippato per l’ennesimo inutile dannosissimo progetto eolico.
10 enormi torri che, oltre a sfigurare il paesaggio nel raggio di parecchi chilometri, oltre a danneggiare innumerevoli siti archeologici, oltre a spianare migliaia di sughere, falceranno i grifoni che da poco sono tornati nella zona. Animali protetti e sacri, ma che soccombono – come tutto il resto – alla furia predatoria del falso “Green”.
Prepariamoci agli aumenti in bolletta
Falso perché la cosiddetta (e maledetta) transizione energetica si è rivelata a tutti gli effetti una colossale truffa. TRANSAZIONE energetica dovremmo chiamarla, altro che transizione, perché di questo si tratta. Fiumi di denaro pubblico, per lo più prelevato dalle nostre bollette che aumenteranno a dismisura, e che confluisce in conti correnti esteri. Conti appartenenti a multinazionali e a ditte-prestanome di ogni parte del pianeta.
“Alas” è il nome dato a questo sciagurato progetto, in sfregio proprio ai grifoni che verranno mutilati e uccisi dalle pale rotanti. Come uno sputo in faccia ai sardi.

Tutto fuorilegge, ma per la Regione Sardegna possono andare avanti
Guardate il video e cominciate ad arrabbiarvi. Guardate cosa ci hanno già fatto.
La cosa assurda, e forse la più tragica, è che almeno in questo caso avremmo tutti gli strumenti per fermarli.
Analizzando il progetto, infatti, i tecnici del “Coordinamento Gallura per la difesa della Sardegna” e del “Comitato Sarcidano” si sono accorti che è zeppo di dati falsati e di incongruenze incredibili. Tutto fuori norma, in contraddizione con le normative vigenti oltre che col buonsenso.
La legge italiana, infatti, mette dei paletti precisi (un minimo almeno). Un progetto eolico deve dare delle garanzie di “producibilità”: si giustifica la rapina di un territorio solo se si produrrà una quantità certa di energia elettrica. E come si può sapere quanta energia si produrrà? Misurando la quantità e qualità del vento che soffia in quella zona.
Gli unici strumenti per quantificarlo, naturalmente, sono gli “anemometri”, appunto misuratori di vento. E gli anemometri, per legge, devono restare sul sito almeno per un anno, così da poter rilevare ogni movimento nelle quattro stagioni.
Ebbene, i nostri cari tedeschi, i proponenti del progetto Alas, hanno fretta di incassare: non hanno voglia e tempo di lasciare l’anemometro lì per un anno. E i comitati lo hanno fatto presente alla Regione Sardegna, oltre che alla Magistratura e al Ministero dell’Ambiente. E sapete cosa hanno risposto dalla Regione? Che sì, ehm… i comitati hanno ragione… però sapete com’è… cioè, magari le quattro stagioni non sono diverse… ma in fondo sì sono diverse… però… però non fa nulla, pazienza. Che i devastatori vadano avanti.
Chi se ne frega se fanno strage di tutto e sono per giunta fuorilegge?
Ittiri, la nuova Cape Canaveral
Ma non basta. Sapete come hanno cercato di coprire la falla, i cari progettisti? Hanno utilizzato dei modelli satellitari. Modelli che, sia chiaro, per la normativa vigente non hanno alcun valore: la legge richiede gli anemometri, punto.
Ma quali modelli hanno usato questi geni? Qui sta il bello: quelli che si utilizzano a Cape Canaveral per rilevare la ventosità nelle 24 ore prima del lancio dei razzi.
Erano convinti che noi sardi, secondo loro analfabeti e trogloditi, non ce ne saremmo accorti.
E anche questo è stato fatto presente alla Regione Sardegna, al Ministero e alla Magistratura. Ma tutti zitti.
Che abbiano situato Ittiri nel Golfo del Messico non è un problema. Che abbiamo preso Villanova Monteleone per una rampa di lancio missilistica non conta. Che siano completamente fuorilegge non ha importanza. Loro possono.
Perché l’imperativo è: seppelliteli. Seppellite i sardi di impianti rinnovabili. Usate le loro terre, e quando non ve le danno toglietegliele con la forza.
Tanto i sindaci per lo più stanno zitti – quando non collaborano alla predazione attivamente, come qualcuno che ne conosciamo anche in Gallura.
Tanto la presidente Todde e il suo assessore Cani dicono che non fa niente, che va tutto bene. Salvo poi vantarsi di non aver approvato nessun progetto. Tanto i sardi si lasciano dire e fare di tutto.

La responsabilità della Regione Sardegna e delle istituzioni
Quali strumenti hanno a disposizione Todde e Cani per fermare questo sfregio?
Semplice: si chiama “annullamento in autotutela”. Siccome c’è già l’Autorizzazione Unica, rilasciata dalla famigerata Giunta Solinas a fine mandato, ma questa autorizzazione è basata su presupposti falsi e fuori norma, la Regione semplicemente ne chiede l’annullamento. E se lo chiede lo ottiene per legge, subito.
In questa video-intervista i due esperti del Coordinamento Gallura, Agostino Conti e Maria Grazia Demontis, mostrano le prime immagini e ci raccontano come sono andate le cose.
Soprattutto lanciano un appello alla Magistratura. Perché anche se ai nostri governanti regionali non importa nulla (anzi!), alla Magistratura le trasgressioni devono importare eccome. Non può continuare a far finta di nulla.
Qui si sta infrangendo la legge, il codice penale, la Costituzione. E bisogna agire immediatamente. Bisogna mettere i sigilli, subito, oggi. Domani sarà troppo tardi.
Esposto penale e appello alla Magistratura
I due comitati citati, dopo aver dato l’allarme molto tempo fa, hanno depositato già da mesi un esposto penale per segnalare la situazione e le infrazioni di legge. In questi giorni verrà integrato dimostrando ulteriori irregolarità, di cui ancora non rivelano i dettagli.
Per il momento, a parte i ridicoli balbettamenti della Regione, nessuno si è mosso.
E i tedeschi hanno cominciato a distruggere. Come se fosse casa loro.
Un’importante iniziativa legale a difesa della Sardegna
Recentemente il Coordinamento Gallura ha promosso anche una campagna di raccolta fondi per sostenere un atto giuridico importante, denominato “Amicus Curiae”, per contrastare le imposizioni del Governo di Roma finalizzate a trasformare la Sardegna in una ciabatta energetica.
Occorrono 7.500 euro per coprire i costi tecnici e legali. Vi invitiamo a contribuire anche con cifre simboliche.
PERCHÉ DONARE?
Senza questo atto, la Corte deciderà basandosi solo su testi che impongono l’energia a ogni costo, ignorando democrazia, agricoltura e paesaggio. Per la prima volta, verrà portata in aula l’illegittimità di chi sacrifica i nostri diritti. OGNI DONAZIONE È UN ATTO DI RESISTENZA.
Puoi farlo seguendo questo link per donare direttamente: https://coordinamentogallura.it/dona-ora/
Oppure tramite bonifico:
Causale: “Sostegno Amicus Curiae – Contro Legge 4/2026”
(In copertina: Aquila – foto di Nicola Zara)


