Accogliamo la richiesta di pubblicazione del Comunicato Stampa trasmessoci da Fabrizio Carta, candidato sindaco alla guida della coalizione “Tempio Ritorna Città”.
Fabrizio Carta ha accettato la candidatura a sindaco
di una coalizione civica con più liste collegate
È una scelta maturata nel tempo, assunta con senso di responsabilità e con un profondo legame verso la nostra città, e condivisa con molti cittadini che da tempo chiedono un cambiamento reale, per tentare di restituire alla città quel ruolo centrale, economico, culturale, sociale e politico, al quale da troppo tempo sembra aver rinunciato.
Assistiamo oggi a una diffusa e triste rassegnazione rispetto al destino della nostra comunità, segnata da un costante calo demografico, dalla costante perdita di servizi e da una crescente mancanza di prospettive. Eppure, nonostante tutto, noi crediamo fermamente che Tempio possieda ancora le risorse, le competenze e le energie necessarie per tornare a essere protagonista del proprio territorio e dell’intera isola».
Una visione nuova che metta al centro le persone e le loro competenze
«Condividerò questo percorso affiancato e sostenuto da una squadra coesa, composta da giovani cittadini entusiasti e da altre persone ben conosciute per i ruoli e le responsabilità civili e politiche che hanno ricoperto e ricoprono. Tutti accomunati dalla fiducia in un progetto che con ambizione e concretezza, si propone di far tornare Tempio una Città.
Tempio lo è, oggi, sul piano formale e giuridico. Ma noi vogliamo che torni ad esserlo nel vissuto quotidiano: nei servizi, nella sanità, nel ruolo di riferimento sociale e politico per il territorio circostante, in ciò che si percepisce e si vive nelle strade della città.
Lo dico con sincerità: soffro, e come me soffrono in tanti, anche solo nel sentire definire Tempio come un “borgo”. Con noi, questo non capiterà più.
In queste settimane parlando con tante persone, ho incontrato inizialmente rassegnazione, persino l’idea di non andare più a votare. Poi, passo dopo passo, ho visto riaccendersi l’entusiasmo e la voglia di lottare per Tempio, di non arrendersi a un lento declino che ha fatto perdere alla città ruolo, servizi e prospettive.
Da qui nasce un progetto ambizioso: intanto cambiare il modo di amministrare. Siamo convinti che non serve né il solito modo di fare politica, né fredde figure tecniche lontane da Tempio.
Serve, invece, una visione nuova che metta al centro le persone, le loro competenze e il capitale umano del nostro territorio, riconoscendo il valore del lavoro, delle attività produttive e della nostra zona industriale che tornerà a essere una risorsa e non un’area dimenticata, così come l’immenso patrimonio naturalistico, urbano e archeologico.
In questo lavoreremo con determinazione per fermare un declino ormai evidente, che si riflette anche nella grave situazione del nostro ospedale, nello stato delle antiche strade e nella qualità dei servizi rimasti».
Per sapere che cosa faranno domani, è sufficiente guardare ciò che hanno fatto ieri
«In questi mesi, su questi temi, abbiamo ascoltato il grido di chi è stanco delle solite promesse, di una narrazione che si ripete a ogni elezione, con gli stessi protagonisti che da decenni promettono cambiamenti, soprattutto facendo leva sulla sanità, con l’unico obiettivo di raccogliere consenso ma continuare poi a governare nello stesso identico modo.
Qualche volto nuovo, in buona fede, non può salvare il passato, senza un vero cambiamento di metodo e di figure apicali come quella del candidato sindaco. Altrimenti il declino continua e anzi si aggrava. È abbastanza chiaro che, per sapere che cosa potranno fare domani, sarà sufficiente guardare ciò che hanno fatto ieri.
La lista che mi ha coinvolto si chiamerà “Tempio ritorna città”. È un movimento giovane, nato prima della mia adesione e destinato a proseguire ben oltre la mia persona, ma che sento profondamente mio.
Un progetto che parte dal basso, coinvolge dal basso ed entusiasma dal basso.
Abbiamo però scelto di presentarci con una coalizione civica nella quale le diverse appartenenze si fondono in una visione comune, valorizzando le differenze come una ricchezza e non come un ostacolo, nel rispetto delle singole identità, come il sistema elettorale consente.
Continuano ad aderire sia personalità provenienti dal mondo civile, sia gruppi politici di vari schieramenti, che hanno scelto di mettere al centro Tempio, prima di ideologie ferme nel passato o, peggio, di ambizioni personali. Nei prossimi giorni ci sarà modo di conoscerle pian piano».
Realtà come Bassacutena e San Pasquale sono state abbandonate a se stesse
«Con alcuni di loro in questi anni abbiamo condiviso un percorso per dare il nostro contributo, insieme a molteplici altre realtà associative del territorio, nel far conoscere e valorizzare Tempio e le sue molte ricchezze utilizzando strumenti diversi, dal mondo dell’associazionismo, a quello editoriale.
Il pensiero va in particolare all’esperienza di Gallura da Valorizzare, avviata nel 2016, e alle numerose attività realizzate in questi anni: dalle passeggiate didattiche alle osservazioni astronomiche, fino alle tante iniziative culturali che hanno animato la città e che oggi proseguono in tono minore per gli iscritti.
Esperienze che comunque ci hanno permesso di riscoprire Tempio e la Gallura e che, soprattutto, ci hanno fatto innamorare ancora di più di questo territorio e del suo potenziale.
“Tempio Ritorna Città” non è soltanto un nome, o uno slogan. È una visione per restituire ai tempiesi l’orgoglio che fu dei nostri nonni, quello di abitare in una delle cittadine più belle d’Italia con centro storico di pregio e un borgo affascinante come Nuchis che mantiene integra la sua struttura medioevale. Con realtà come Bassacutena e San Pasquale spesso volutamente dimenticate, abbandonate a loro stesse, salvo nell’imminenza delle consultazioni elettorali.
Dobbiamo essere onesti con noi stessi: oggi Tempio è davanti a un bivio. Possiamo restare fermi, continuare a credere a chi, quando poteva, non ha fatto ciò che per anni ha promesso, e restare fermi significa restare prigionieri di un passato che ci ha tolto fiducia, servizi e prospettive.
Oppure possiamo scegliere di lavorare insieme per restituire dignità e futuro alla nostra città. Il coraggio però non è solo di chi decide di candidarsi. Il vero coraggio è anche dei cittadini tempiesi, chiamati a scegliere Tempio andando oltre certe logiche, su cui il passato gioca. Serve il coraggio di cambiare metodo, anche nella scelta».
Una proposta giovane, concreta e diversa
«La nostra è una proposta giovane, concreta e diversa, che nei contenuti e nel metodo – lo vedrete – sarà chiara, come nel programma che presenteremo in occasione dell’indizione dei comizi, senza ricette miracolose ma con tanta lealtà e fattibilità. Un programma che nasce dall’ascolto, dal confronto e da una volontà condivisa di rimettere Tempio al centro, con serietà e rispetto.
C’è un momento in cui la nostalgia per la Tempio che fu deve trasformarsi nell’ambizione per la Tempio che sarà.
Non è una questione di nomi o di simboli, ma di sostanza: la sanità, i servizi, il rispetto per le nostre frazioni, la vitalità delle nostre strade, il nostro tessuto produttivo, le nostre associazioni di volontariato così come quelle culturali e sportive.
Tutto questo non ci verrà regalato da vecchi schemi che hanno già dato ciò che potevano. Spetta a noi, con onestà e senza ricette miracolose, riempire di nuovo di significato la parola ‘Città’. È una riflessione che sento maturare in molti di voi ed è l’unica vera forza capace di rimettere Tempio al centro.
Il cammino è iniziato.
E il passato non ci basta.»