Tempio Pausania, Il mistero del pellet introvabile. Quali le ragioni?

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  1. Tempio Pausania, 8 mar. 2018-

E’ un dato di fatto che il pellet, il combustibile oramai più utilizzato nelle case in virtù del risparmio sui costi del riscaldamento, stia subendo un continui rialzo del costo. Come dire, si trova un sistema per risparmiare ed ecco che il costo lievita sino a rendere il suo utilizzo quasi eguale a quello dei combustibili conosciuti fino agli ultimi anni come unica fonte per il riscaldamento delle abitazioni domestiche, gasolio e gas su tutti. I costi proibitivi attuali della corrente elettrica non favoriscono nemmeno l’uso di questa fonte per produrre calore, con gli aumenti in vigore da gennaio che si sommano ai già elevati costi di sempre. La ricerca di forniture elettriche convenienti è una vera giungla, tempestati come siamo da continue telefonate da call center che ti propongono tariffe convenienti per un breve periodo e poi scoprire che alla fine tutte si somigliano,

La giungla diventa sempre più intricata quando, ai costi eccessivi di alcuni prodotti, si aggiunge la loro mancanza sul mercato locale. In questi giorni, per esempio, c’è stata la ricerca affannosa del pellet che viene utilizzato da circa il 60% della popolazione tempiese e per quanto è dato conoscere, anche in Italia rappresenta una voce importante. Il quadro seguente, ci mostra il riassunto della situazione attuale per quanto concerne le fonti energetiche in Italia.

Si può notare come più del 70% delle case degli italiani sono riscaldate a metano, stesso dicasi per l’acqua; le biomasse rappresentando il 15% del totale. Due terzi dell’acqua riscaldata elettricamente (circa il 15%) prevede l’uso di scaldabagni. Gasolio e gpl sono utilizzati pochissimo.

Considerando che in Sardegna, unica regione in Italia, non abbiamo il metano, per cui era previsto il passaggio anche a Tempio della rete di conduzione (uno dei tanti miraggi della politica fu il metanodotto dall’Algeria), la maggior parte dei sardi usa come combustibile per il riscaldamento le biomasse, in questo caso il pellet. Da tener conto che il grafico si riferisce al territorio nazionale, la Sardegna non rientra in questi dati che in questa tabella indicano fonti ben diverse per la nostra regione. Si nota come la nostra isola sia in Italia al primo posto per il consumo di biomasse.

 

Il giro di ricognizione di tutte le attività di rivendita della città, comprese anche quelle dei paesi limitrofi, ha dato esito negativo, il pellet è introvabile ovunque. Piccoli resti da qualche parte che vengono letteralmente presi d’assalto dai consumatori che in un attimo li acquistano. Stasera, nelle ore pomeridiane e serali, era un via vai di macchine che lo cercavano come fosse oro.

Un rivenditore della zona industriale, dopo aver risposto negativamente alla nostra domanda sulla presenza nel suo esercizio del pregiato combustibile, rimarca anche:

Il pellet è diventato impossibile, il mercato era prima inflazionato dalla eccessiva produzione, oggi sembra stia mancando la materia prima di pregio. Non è un caso che spesso si trovino prodotti non buoni, venduti allo stesso prezzo del pellet ottimo. A ciò si aggiungono anche le difficoltà dei trasporti, pare derivati da scioperi degli autotrasportatori -poco probabili a mio avviso – o dal disagio della neve. Attendiamo in questi giorni che ci arrivi una fornitura“.

Da altre parti stessa risposta: Domani, forse sabato, al più tardi lunedì”.

Già, in questi giorni, ma nel frattempo che si fa?

Si accendono stufe con un il rischio del sovraccarico per gli impianti a 3 Kw o si battono i denti?

La Sardegna è anche questo, penalizzata oltre ogni lecita giustificazione dai trasporti e soffocata dal disagio del reperimento di materie oramai indispensabili nella maggior parte delle abitazioni. 

Antonio Masoni

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