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Tempio Pausania, Al Paolo Dettori tre casi di intossicazione da funghi, tre persone di Badesi ricoverate.

Tempio Pausania, 6 ott. 2016-

ASL informa:

Un piatto di pasta al sugo con i funghi manda all’ospedale una famiglia di Badesi: madre 60enne, la figlia e il fidanzato 30enni; ieri sera sono arrivati al Pronto Soccorso di Tempio Pausania a causa di un Omphalotus Olearius, scambiato per un “Gallinaccio”. I tre, dopo alcune ore, hanno lasciato l’ospedale; le loro condizioni di salute sono buone. La Asl di Olbia invita gli amanti dei funghi a contattare SEMPRE il micologo dell’azienda prima di consumarli, in particolare quando non si è certi del prodotto raccolto.

L’intossicazione è conseguente all’ingestione di un fungo velenoso, l’Omphalotus Olearius, raccolto nelle campagne tra Sant’Antonio di Gallura e Calangianus, e consumato ieri all’ora di pranzo. I problemi sono iniziati nel pomeriggio con sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale, come vomito irrefrenabile, dolori addominali violenti. I tre, intorno alle 16.00, si sono presentati al Pronto Soccorso dell’ospedale “Paolo Dettori” di Tempio Pausania: per tutti è stato seguito il protocollo da intossicazione alimentare.

I sanitari, con la consulenza dei Micologi dell’Azienda sanitaria, hanno trattato i pazienti che sono rimasti in osservazione in ospedale per alcune ore.

Per evitare simili situazioni la Asl di Olbia consiglia di rivolgersi sempre al Micologo: l’Azienda Sanitaria ha messo a disposizione della popolazione un esperto in grado di classificare e fare una cernita esatta dei funghi.

L’Ispettorato Micologico garantisce attività di prevenzione, controllo e certificazione di commestibilità dei funghi freschi spontanei destinati all’autoconsumo dei cittadini.

“Gli ispettori del servizio micologico sono a disposizione della popolazione, per questo vi invitiamo a non consumare funghi se non siete certi della loro commestibilità: nel caso sottoponeteli alla nostra attenzione”, spiegano Alberto Lentinu e Tony Verre, i micologi della Asl di Olbia che ieri sera hanno prestato la loro consulenza ai medici del Pronto Soccorso. “Non affidatevi al “fai da te”, perché è pericoloso: in questo caso chi ha raccolto i funghi, non essendo esperto, ha chiesto consiglio a un amico, che ne ha confermato, sbagliando, la commestibilità”.

 “L’Omphalotus olearius, dal tipico colore arancione, viene spesso confuso per il Cantharellus cibarius, anche detto “Gallinaccio”: la tradizione popolare ritiene che tutti i funghi che nascono sopra i tronchi degli alberi siano commestibili, invece, come in questo caso, si è tratti in inganno e si mette a rischio la propria vita, soprattutto se si consumano grossi quantitativi di questo fungo”, aggiungono i due micologo. “In questo caso siamo stati fortunati, ma invitiamo la popolazione a non mettere a rischio la propria vita: noi siamo a loro disposizione per un’accurata cernita che eviterebbe spiacevoli conseguenze”, concludono.

L’attività dell’Ispettorato Micologico è garantita nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 09.00 alle ore 13.00:

–          A Olbia al piano terra della Palazzina all’ingresso del “San Giovanni di Dio”

–          A Tempio Pausania al piano terra nella palazzina dell’ex Caserma Fadda

–          A Badesi, al piano terra poliambulatorio di via Riu Balbaro (nei locali del servizio veterinario)

Per ulteriori informazioni sul servizio è possibile contattare lo 0789/552153 – 114.

 

 

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