Calangianus, 11 luglio 2014-
I guai non finiscono mai e la Plastwood Italia, nata dopo il fallimento nel 2010 della Plastwood srl, si è vista sequestrare ben 500.000 confezioni del geomag, il noto gioco a barrette magnetiche che spopolò anni addietro. Secondo i NAS di Sassari, che hanno proceduto al sequestro, le calamite sono pericolose perché troppo magnetiche e comunque non sono conformi alle dimensioni di legge, al punto, si dice, che possono causare problemi seri ai bambini nel caso di ingestione accidentale, in particolare all’intestino. La segnalazione dell’ennesimo problema che ha colpito il titolare Edoardo Tusacciu, è partita dalla Lituania, dove erano stati commercializzati i vecchi prodotti, ora non più fabbricati, che però avevano avuto la licenza per essere venduti sino al loro esaurimento scorte.
“Sul mercato europeo-dice Tusacciu- il giocattolo sequestrato è stato vietato dal 2008, ma l’Unione Europea ha consentito di commercializzare le confezioni già prodotte fino a esaurimento scorte
Ogni scatola riportava le prescrizioni comunitarie – precisa – ma siamo finiti nei guai a causa della segnalazione di un rivenditore della Lituania che aveva acquistato il pezzo da un grossista tedesco, ma Plastwood non vendeva in Germania da almeno 7 anni. Tra l’altro ci sono Paesi in cui non vigono le restrizioni comunitarie e il prodotto è tranquillamente commerciabile, perciò quello che sta succedendo è davvero assurdo”
Tusacciu si dice amareggiato da questa vicenda e afferma che l’inidirzzo dell’azienda è ora rivolto alla produzione di un giocattolo molto più grande, a norma secondo la legge italiana. I guai della Plastwood nata nel 1998 e frutto di una vera e propria riconversione industriale di una fabbrica di sughero, di cui i fratelli Tusacciu erano proprietari, in Plastwood nel 1998. Il lancio mondiale di geomag e l’ascesa nell’olimpo dei grandi industriali italiani di Edoardo che si lanciò anche negli Stati Uniti e nel resto d’Italia. In Sardegna divenne presidente della Torres Calcio e del Tempio Calcio e qualcuno lo propose anche per una carriera politica sull’onda della indiscussa popolarità. La fabbrica contava su 200 dipendenti ed era diventata il fiore all’occhiello della Gallura industriale, frutto di genialità e intraprendenza del titolare, ed anche uno sbocco lavorativo non da poco. Il declino nel 2005 in seguito alla morte di un bambino per accidentale ingestione di una barretta magnetica. Da quel momento il calvario dell’azienda sino ai giorni nostri e a questa ennesima, triste vicenda.
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