Tempio Pausania, L’Analisi Transazionale, “I MESSAGGI DEL COPIONE (2)”, di Rita Brundu, 13^.

Tempio Pausania, 9 giu. –

Il viaggio nel mondo dell’Analisi Transazionale, alla scoperta di noi stessi e del mondo delle relazioni interpersonali. Per chi volesse riprendere dall’inizio questo percorso informativo a questi numeri i relativi articoli precedenti della stessa autrice:   –  – 3°-  –  – 6°-  7°- 8°-  – 10°-11°12°.

La quarta ingiunzione è “NON CRESCERE”. Può essere trasmessa da genitori mai cresciuti essi stessi poiché desiderano che il figlio resti il loro compagno di giochi. Una variante di “non crescere” è “non abbandonarmi”: una donna che sacrifica la propria vita ad accudire esigenti genitori anziani può darsi abbia ricevuto questo messaggio. La quinta è “NON RIUSCIRE”, trasmessa da genitori che inconsapevolmente sono gelosi dei propri figli, i quali ottengono dei risultati superiori a quelli da loro stessi realizzati. Una persona che ha ricevuto questo messaggio da adulta avrà probabilmente attacchi di panico nel superare un esame o nell’affrontare compiti anche minori. La sesta ingiunzione è “NON FARE NIENTE”, trasmessa da un genitore con un copione disturbato dal terrore che il figlio possa farsi male se si allontana dal suo raggio di controllo. Insomma, il messaggio è “meglio fare niente che farti del male”. Se siete continuamente indecisi su quale strada intraprendere e non arrivate mai a una conclusione, probabilmente avete ricevuto questo messaggio. Settima: “NON ESSERE IMPORTANTE”. Le persone con questo messaggio all’interno del loro copione hanno il terrore di assumere ruoli importanti e, spesso, anche di parlare in pubblico. E’ un messaggio trasmesso da genitori che, sempre inconsapevolmente, rifiutano il bambino e i suoi desideri. Infatti una variante di questa ingiunzione è “non chiedere quello che vuoi”. Ottava è “NON FAR PARTE”. Quando i genitori dicono continuamente al loro figlio che è “timido”, “difficile”, “diverso dagli altri”, contribuiranno a farne un adulto solitario o asociale. Oppure i genitori stessi hanno difficoltà nei rapporti sociali e tramandano al figlio questo loro disagio. Nona è “NON ENTRARE IN INTIMITA’”: trasmessa ai figli da quei genitori che raramente si toccano l’un l’altro o non toccano il bambino. E’ come se trasmettessero un allontanamento fisico. La decima “NON STAR BENE” è trasmessa, senza volerlo, da quei genitori che si occupano veramente del figlio solo quando si ammala. Credo che  capiti spesso, al giorno d’oggi, che due persone che lavorano non abbiano tempo ed energia, quando tornano a casa, per stare un po’ più vicini ai figli. Questi ultimi, però, possono decidere che per avere più attenzioni devono ammalarsi. Se, nella vita da persone adulte adeguano questo messaggio alla risoluzione delle loro difficoltà, inevitabilmente adotteranno questa strategia di copione. Un genitore che sminuisce il pensiero del figlio può trasmettere “NON PENSARE” o “NON PENSARE QUELLO CHE TU PENSI, PENSA QUELLO CHE PENSO IO”. Questo figlio, da adulto, probabilmente sarà confuso e agitato di fronte ad un eventuale problema, invece di pensare a come risolverlo. L’ultima, “NON SENTIRE”, può essere decodificata come “PROVA UN’ EMOZIONE MA NON MOSTRARLA”. Magari i genitori stessi soffocano le loro emozioni. Ma soffocare un’emozione è molto pericoloso, e avrà ripercussioni anche gravi nella vita adulta; infatti, secondo alcuni terapeuti di Analisi Transazionale questa ingiunzione è alla radice di alcuni tipi di psicosi.

Naturalmente sappiamo che la mente umana è molto complessa e anche l’A.T. non conclude qui la disamina che porta a varie sfaccettature dell’argomento e, quindi, ad altrettante varie conclusioni. Ma, in questa sede, io non voglio annoiarvi con speculazioni troppo tecniche che possono cadere in pura teoria, e preferisco fermarmi qui. Voglio solo ribadire che le ingiunzioni di un genitore non possono “costringere” un bambino a scrivere il proprio copione in un dato modo. E’ esclusivamente il bambino che “decide” come reagire e cosa fare delle ingiunzioni ricevute. Vi ricordate dell’esempio, precedentemente fatto, a proposito di quei due fratelli che avevano reagito in modo totalmente diverso al continuo messaggio della madre? Quindi se un bambino decide di accettare un’ingiunzione così com’è, un altro magari può modificarla (con dei giri mentali che sarebbe troppo lungo spiegare), un altro ancora può rifiutarsi d’accettarla. Dipende da come riesce a trovare l’equilibrio interiore nell’elaborare la soddisfazione dei suoi bisogni. Ma se adesso voi, da adulti, pensate di aver ricevuto una o più ingiunzioni negative da parte dei vostri genitori, non condannateli, poiché sicuramente hanno fatto del loro meglio, nei limiti delle loro possibilità, per darvi una giusta educazione. Se hanno fallito è perché, magari, avevano alle spalle un copione negativo che non hanno potuto fare a meno di trasmettervi, oppure un’esistenzialità che non ha permesso loro di fare altrimenti. Credetemi, siamo tutti vittime di altre vittime, in una catena che può essere tenuta unita solamente dall’amore e dal perdono.

Quindi, continuiamo ad amare e perdoniamo i nostri genitori, sperando di essere anche noi perdonati dai nostri figli se qualche messaggio non l’abbiamo inviato nella maniera giusta. Dostoevskij, ne  “I fratelli Karamazov” ci ricorda che “L’inferno è la sofferenza di coloro i quali non sono capaci di amare”. E, a questo punto, vi consiglio di andare a rileggere alcuni passaggi del nostro amico Antonio Masoni, dedicati ai genitori, dentro alcuni articoli, pieni di poesia e sentimento.

 Intanto cercate di perdonare anche la scienza, che ragiona in termini meccanicistici di causa ed effetto e, spesso, non tiene conto del cuore; ma che, comunque, indica la via più opportuna per stare meglio.

Per finire vi lascio, appunto, con il consiglio dell’Analisi Transazionale: siccome non siete obbligati PER SEMPRE a seguire il vostro copione, che magari  vi crea problemi e insoddisfazione, MODIFICATELO! cominciando con il cambiare i messaggi negativi ricevuti nella vostra infanzia con quelli positivi che, finalmente, la vostra autonomia di persone adulte vi permette.

Rita Brundu

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